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Celebrazione del primo centenario della scomparsa Emilio Rosetti, fondatore della facoltà di Ingegneria di Buenos Aires

 

 

www.heos.it

 

La celebrazione si unisce idealmente al centenario dell’assegnazione del Premio Nobel della Pace a Ernesto Teodoro Moneta (1907), a cui Rosetti era legato da vincoli familiari e ideali - Il figlio di Rosetti, Doro, tra gli ispiratori nella Costituzione Italiana dell’art. 11: “L’Italia ripudia la guerra”


22.01.07 - Cento anni fa moriva a Milano uno dei più grandi ingegneri e studiosi italiani dell’Ottocento, Emilio Rosetti, di origini romagnole, conosciuto in tutto il Sud America per aver fondato la Facoltà di Ingegneria a Buenos Aires nel 1865 e aver realizzato numerose opere architettoniche in Argentina, progettando tra l’altro la ferrovia transandina per collegare Buenos Aires al Cile.
Il 30 gennaio La Fondazione “Italia - Argentina. Emilio Rosetti” celebrerà il centenario della sua scomparsa con una cerimonia in programma a Milano, al Cimitero Monumentale alle ore 11.30, presso il Mausoleo Rosetti.
Alla cerimonia saranno presenti il presidente e il vicepresidente della fondazione “Italia- Argentina. Emilio Rosetti”, il sindaco del Comune di Forlimpopoli (FC), città natale di Emilio Rosetti, il vicepresidente della Provincia Forlì-Cesena, un rappresentante della fondazione “Ospedale Maggiore” di Milano, l’assessore all’Istruzione del Comune di Missaglia e altre autorità regionali e comunali lombarde.

Le celebrazioni del centenario della morte di Emilio Rosetti si uniscono idealmente alle celebrazioni appena concluse a Missaglia (in provincia di Lecco, era presente la fondazione Nobel e la fondazione “Italia Argentina. Emilio Rosetti”) di un altro centenario, quello dell’assegnazione del Premio Nobel della Pace a Ernesto Teodoro Moneta, unico Nobel per la Pace in Italia (1907). Tra i due esisteva infatti un legame molto forte, un vincolo non solo di parentela (Rosetti aveva infatti sposato la sorella di Moneta), ma anche di condivisone di ideali, tanto che Moneta designò come suo successore alla presidenza della “Società per la Pace e la Giustizia Internazionale” da lui fondata, Doro Rosetti, figlio di Emilio. Fu proprio grazie al volere e all’impegno di Doro Rosetti che nella Costituzione Italiana venne inserito, caso unico tra le carte costituzionali del tempo, l’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alle libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 

La celebrazione del 30 gennaio darà il via ad una serie di iniziative che si svilupperanno nel corso del 2008 per ricordare la vita e le opere di Emilio Rosetti in Italia e in Argentina, dove visse e fu docente all’UBA (Università di Buenos Aires) per tanti anni contribuendo allo sviluppo scientifico, urbanistico, ingenieristico del paese. Nella convinzione che, come affermò il Premio Nobel Ernesto Teodoro Moneta nel 1909 durante le celebrazioni del primo anno dalla morte, “uomini buoni e giusti come Emilio Rosetti non muoiono del tutto: nelle opere che ne rimangono il loro spirito sopravvive nel mondo. La morte apre loro le porte dell’immortalità”:

La scheda

Emilio Rosetti nasce a Forlimpopoli (in Provincia di Forlì-Cesena) il 19 maggio 1839, da una famiglia nobile, poi decaduta, che lo avvia inizialmente al mestiere del padre, proprietario di una fornace. La facilità nello studio e le doti d’apprendimento spingono Pellegrino Rosetti ad inviare il figlio ancora adolescente prima a Firenze, poi all’Università di Bologna ed infine all’Università di Torino, dove consegue la laurea nel 1864. Grazie alle abilità dimostrate, il prof. Richelmy, direttore della Scuola di Applicazione per Ingegneri di Torino, propone Rosetti come fondatore della Facoltà di Scienze Fisico-matematiche e Naturali dell’Università di Buenos Aires (1865).

Rosetti parte per Buenos Aires il 15 marzo 1865 insieme ad un gruppo di studiosi italiani di rilievo. In Argentina era già attivo Pompeo Moneta, chiamato a tracciare gran parte delle ferrovie argentine, fratello di Ernesto Teodoro Moneta e di Teresa Moneta, che diventerà la moglie di Rosetti. Professore di scienze fisico-matematiche e di numerose altre discipline all’Università di Buenos Aires, e poco dopo anche professore di Fisica al Collegio Nazionale (ove fondò un Gabinetto di Fisica definito “straordinario” dai contemporanei) Rosetti conquista la stima di colleghi e amministratori argentini, affermandosi come una delle più importanti figure di riferimento per l’edilizia e l’architettura in Argentina. A lui vengono affidati compiti di rilevo, come il progetto di una ferrovia attraverso le Ande per collegare Buenos Aires con il Cile, il molo del porto di Paranà, la stazione ferroviaria di La Plata, luoghi di culto, monumenti. Numerose anche le pubblicazioni scientifiche, tra cui “Le proprietà fisiche del legname Argentino”, considerato un volume di riferimento in Sud America.

La figura di Rosetti si distingue per la sua poliedricità: studioso, matematico, letterato, appassionato di astronomia e cartografia, di geografia e paleontologia, nonché amante dei viaggi, che lo portarono ad esplorare tutto il mondo. Ritornato in Italia definitivamente nel 1885, nominato Console d’Argentina, Rosetti si dedica essenzialmente agli studi di storia locale e regionale, facendo ricerche tra archivi, musei, biblioteche e pubblicando il poderoso “La Romagna. Geografia e storia” (1894) che viene considerata ancora oggi, pur con tutti i limiti, la prima opera nella quale i confini della Romagna sono definiti in modo ragionevole. Emilio Rosetti muore il 30 gennaio 1908 a Milano, a causa di una broncopolmonite, e viene sepolto nel cimitero Monumentale di quella città, dove i figli hanno provveduto a edificare un Sacrario dedicato alla famiglia Rosetti-Moneta, che lo scrittore Dino Buzzati, in uno dei suoi articoli sul “Corriere della Sera”, definirà “ forse il più bel Monumento del Cimitero Monumentale di Milano”.

 



Fondazione “Italia - Argentina. Emilio Rosetti”

La Fondazione, istituita nel maggio 1997, da Diana Rosetti, figlia di Delio Ciro, quartogenito di Emilio Rosetti, ha come scopo principale la valorizzazione dell’opera, quanto mai poliedrica e variegata, del geografo, matematico, ingegnere Emilio Rosetti. Primo Presidente (a vita) è stato il prof. Corrado Matteucci, che si è impegnato per recuperare il patrimonio storico- culturale del Rosetti e per fare in modo che la città d’origine dell’ingegnere accogliesse una Fondazione a lui dedicata. Dopo la scomparsa di Diana Rosetti e del prof. Corrado Matteucci, la Fondazione ha riavviato le attività nel 2005, con l’elezione di un nuovo presidente, l’Ing. Luciano Ramaglia, che esercita la professione in architettura, urbanistica e pianificazione territoriale in Italia e all’estero ed è profondo conoscitore dell’Argentina, avendo effettuato missioni per il ministero degli Esteri (spostamento della capitale da Buenos Aires a Viedma), gli studi preliminari per il Trattato Speciale con l’Italia e il recupero di uno del più importanti edifici dell’Ottocento. Conserva tuttora l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica per il recupero, in Argentina, del patrimonio architettonico di derivazione italiana. Il 15 febbraio 2007 la Fondazione, divenuta "FONDAZIONE ITALIA-ARGENTINA. EMILIO ROSETTI", opera il passaggio a nazionale. Si ampliano gli orizzonti e le finalità che diventano finalmente di grande respiro, così come avrebbe voluto la sua istitutrice.

Info sulla Fondazione :www.fondazionerosetti.it





 

Febrero de 2008

 

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Direttore responsabile Mariella Moresco © Tutti i diritti riservati  ISSN 1824-1360 

Reg.Trib.Milano 768 1/12/2000 e 258 13/04/2004