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Cuba, la rivoluzione: mito o realtà? Memorie di un fantasma socialista

 

 

Carlos Franqui

Baldini Castoldi Dalai editore, 2008, 628 pp., euro19

 

 

Carlos Franqui (Clavellinas, Cuba, 1921) scrittore, poeta, giornalista e critico d’arte. Protagonista della rivoluzione cubana e stretto collaboratore di Fidel Castro, ha diretto Radio Rebelde, la voce della guerriglia dalla Sierra Maestra e, dopo la vittoria, il giornale “Revolución”, dal quale il Líder Máximo lo allontanò nel 1963. Il suo sogno era creare un pluralismo culturale dell’informazione e del pensiero e aprire al mondo l’esperienza rivoluzionaria cubana. Castro, convinto della sua fedeltà alla causa rivoluzionaria, inizialmente lo lasciò fare ma poi lo ostacolò sempre di più, incalzato dal fratello Raúl e dai vecchi comunisti, fino a spingerlo a scegliere la via dell’esilio nel 1968. Da allora ha pubblicato molti libri che sono stati tradotti in diversi Paesi, tra questi: Il libro dei dodici di Castro, Il cerchio di pietra, Diario della rivoluzione cubana, I miei anni con Fidel.

 

 

(dalla seconda di copertina)

Un libro, avverte fin dall’inizio l’autore, che può essere letto in modo lineare e cronologico oppure frammentario, che assegna a ogni capitolo un titolo e un avvenimento ben preciso.

Le prime pagine sono dedicate all’infanzia nelle piantagioni di canna da zucchero e ai racconti del nonno Manuel sui soprusi dei ricchi possidenti e sulla violenza delle milizie spagnole, storie di un mondo contadino a cavallo dei due secoli, mitico e di una violenza primordiale: lavoro che ammazza di fatica, amore, frutta polposa, sciabole e machete,.

Poi gli studi e l’ambizione di Franqui a conquistarsi un’istruzione in un contesto di vera indigenza, non per lasciarsi alle spalle la vita grama, ma per essere in grado di combattere le ingiustizie sociali sofferte dalla sua gente. E la rinuncia agli studi universitari per abbracciare la lotta clandestina, prima con il vecchio Partito comunista, poi con il Movimento 26 Luglio.

Durante la lotta contro la dittatura di Batista è tra gli uomini più vicini a Fidel Castro, ma dopo la vittoria si rende presto conto della degenerazione dell’isolamento del processo rivoluzionario in un contesto di ferrea repressione verso qualunque tentativo di dissenso. Per coerenza verso se stesso intraprende il cammino dell’esilio. Soggiorna in Francia, Svizzera, Spagna e Italia, dove vive per un lungo periodo e dove frequenta molti intellettuali fra cui Alberto Moravia, Oriana Fallaci, Giangiacomo Feltrinelli, Rossana Rossanda, Dacia Maraini, Luigi Nono, Francesco Rosi. La sua vocazione erano l’informazione e gli studi storici. Mai volle indossare una divisa, né accettare una carica militare, neppure nella Sierra.

Le pagine dell’esperienza rivoluzionaria, scritte con un linguaggio semplice ma arguto, sono ricche di storia e di fatti, in buona parte poco conosciuti. Si osservano da vicino uomini come Castro e Guevara, spogliati del miti che li ha sempre avvolti, attraverso un’ampia documentazione fatta di lettere personali, ordini e dispacci. Il libro riflette lo straordinario percorso della vita di questo grande vecchio tuttora innamorato della rivoluzione e del suo Paese, un testimone eccezionale degli avvenimenti che hanno segnato il XX secolo.

 
Gennaio 2008

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Direttore responsabile Mariella Moresco © Tutti i diritti riservati  ISSN 1824-1360 

Reg.Trib.Milano 768 1/12/2000 e 258 13/04/2004