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Addio a Aimé Césaire, il padre della négritude

 

 

 

Mariella Moresco       info@latinoamerica-online.info

Grande commozione e partecipazione ha suscitato non solo nel suo paese natale la morte, avvenuta il 17 aprile, del grande letterato e politico martinicano.

La poesia e l'impegno politico hanno svolto un ruolo di primissimo piano nella vita di questa grande figura di intellettuale, nato a Basse-Pointe il 26 giugno 1913, al quale si deve il concetto di "negritudine" (coscienza ed orgoglio del proprio essere nero), termine utilizzato da Césaire per la prima volta nel 1935 nel terzo numero della rivista L'Etudiant Noir e che divenne il punto focale di un movimento letterario, culturale e politico che si diffuse nelle colonie francofone coinvolgendo africani ed afroamericani.

Insieme ad altri intellettuali, tra cui Léopold Sédar Senghor, poeta e futuro presidente del Senegal, Césair si batté per la valorizzazione di un pensiero non colonizzato, non forgiato sui modelli imposti dai paesi europei, bensì basato sulla cultura, la filosofia e l'estetica nera. La rivendicazione di una cultura che si richiamava ai valori africani in opposizione a quella imposta dalle amministrazioni coloniali fu sostenuta da molti intellettuali francesi, tra cui Sartre, che definì la négritude come “la negazione della negazione dell'uomo nero”.

Non mancarono però le critiche, anche da parte di autori neri che hanno visto nel concetto di négritude una forma di razzismo rovesciato, quando non addirittura una resa alla mentalità coloniale, riproducendo l'immagine del nero secondo gli stereotipi dei bianchi.

Nonostante lo stesso Césaire si sia successivamente allontanato dal concetto di négritude, non si può dimenticare che il movimento che ne è nato costituì uno dei più importanti momenti della riflessione sulla propria identità da parte dei paesi africani colonizzati. Nel corpo della sua opera letteraria Césaire ha sempre chiarito di non concepire la differenza nero/bianco come dato biologico ma come appartenenza a culture nate in distinti contesti storici.

Tra i più celebri rappresentanti del surrealismo francese, Césaire ha scritto diverse opere poetiche e teatrali sulle lotte degli schiavi neri nelle Antille francesi. Conosciutissimo è "Cahier d'un retour au pays natal" (Diario del ritorno al Paese natale, 1939), da molti considerato come la sua opera poetica più potente.

La sua feconda attività letteraria non gli impedì di dedicarsi attivamente alla politica, cui ha dedicato quasi tutta la vita, iniziando con la decisione di lasciare la poesia, considerata troppo elitaria e distante dal popolo, per scrivere testi teatrali destinati ad un pubblico più vasto, in cui rivendica la storia e l'identità antillana.

Infaticabile propugnatore dell'autonomia della Martinica, che grazie a lui diventerà Territorio d'Oltremare francese, quindi parte integrante d'Europa, dopo avere lasciato il partito comunista fonderà e sarà presidente del Parti progressiste martiniquais fino al 2005. Ricoprì diversi incarichi politici, divenendo deputato dal 1946 al 1993 e presidente del Conseil régional de Martinique, ma la carica che più ha amato e che ha mantenuto per una vita (dal 1945 al 2001) è stata quella di sindaco della capitale Fort-de-France, per la quale si è attivamente impegnato in una rilevante opera di risanamento.

 

Anche dopo avere lasciato l'attività politica a 88 anni, Césaire ha continuato a ricevere la gente dell'isola nel suo vecchio ufficio comunale.

Della sua vasta opera letteraria sono reperibili in italiano:

Le raccolte poetiche
Le armi miracolose,Guanda, 1962
IO, Laminaria, Bulzoni, 1995
Diario del ritorno al paese natale edito in Italia, Jaca book, 2004

Opere teatrali
La tragedia di Re Cristophe, Einaudi, 1968
Una stagione nel Congo, Argo, 2003 ispirata al dramma di Patrice Lumumba, eroe dell'indipendenza congolese e suo primo premier, fatto assassinare nel 1961 dal generale Mobutu.

Saggistica

Il Discorso sul colonialismo, Lilith, 1999
Negro sono e negro resterò, conversazioni con Françoise Vergès, Città Aperta, 2006


 

Aprile 2008

 

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Direttore responsabile Mariella Moresco © Tutti i diritti riservati  ISSN 1824-1360 

Reg.Trib.Milano 768 1/12/2000 e 258 13/04/2004