Bernardo G. Zuluaga Botero nasce in Colombia nel 1954.
Raccontare la sua vita significa raccontare la storia degli ultimi decenni di quel
Paese. Giovanissimo, all’età di venti anni, si unisce alla guerriglia, dove resterà per
17 anni, diventando comandante dell’EPL - Esercito Popolare di Liberazione - una
delle principali organizzazioni armate del paese.
Dalla metà degli anni Ottanta il comandante Bernardo è tra i protagonisti dei
lunghi negoziati che conducono, nel 1991 agli Accordi di Pace con il Governo
colombiano. Per contrastare la definizione di quegli accordi un’organizzazione militare
collegata allo Stato colombiano (come dimostrato da un processo ) nel
1989 rapisce la sua compagna e madre dei suoi primi due figli.
Non è più tornata.
Ad oggi pur con evidenti prove e con la relativa condanna, i responsabili non
hanno pagato.
Ciò nonostante e in contrasto con l’ala dura dell’EPL che vuole rompere i
negoziati di pace, Bernardo sottoscrive gli Accordi.
Il suo esercito da quel momento abbandona le armi e si trasforma in soggetto politico: Bernardo Gutierrez è eletto
senatore.
Dopo l’esperienza in Parlamento e nell’Assemblea Costituente lascia il Paese con
un incarico diplomatico, resosi necessario per ragioni di sicurezza.
È il 1994. Da quel giorno comincia la sua permanenza all’estero, via via trasformatasi
in un vero e proprio esilio. Dal 2003 ottiene il riconoscimento dello status
di rifugiato politico in Italia.
A Roma e poi ad Amelia trascorre gli ultimi anni con i figli e la moglie.
Con impegno fermo continua a sostenere la lotta del popolo colombiano per
l’affermazione di una vera democrazia e della giustizia sociale.
Organizza in Italia il Polo Democratico, organizzazione del Centro
Sinistra Colombiano, tenendo relazioni politiche costanti con altre
organizzazioni democratiche colombiane operanti in Colombia e in Europa.
Pur nella precarietà di vita e nella sofferenza personale e famigliare per la
condizione di rifugiato politico, si è impegnato nel volontariato della Provincia di
Terni.
Ad Amelia e a Narni contribuisce a promuovere la Rete di “Gesti di Pace” per
l’affidamento educativo dei ragazzi guatemaltechi e per il sostegno alle comunità
della Regione di Nebaj (Guatemala).
Ha parte attiva nelle ultime due assemblee dell’Onu dei Popoli a Perugia e
dell’Onu dei Giovani a Terni.
Collabora con il Ce.S.Vol della Provincia di Terni e con altre organizzazioni di
volontariato e politiche in Umbria e a livello nazionale.
Ad Amelia è attivo con continuità nell’Associazione Arciragazzi Casa del Sole, in
particolare sostenendo le iniziative a favore degli immigrati.
Muore ad Amelia dopo una breve malattia il 24 febbraio 2008.
Aprile 2008