Dal 17 al 20 giugno, a Bergamo, in Auditorium di Piazza Libertà e a Esterno Notte, si svolgerà la seconda rassegna dedicata al cinema latinoamericano.
L’iniziativa è promossa da TenarisDalmine, organizzata da GAMeC, Fondazione Dalmine, Fundación Proa, Bergamo Film Meeting, e curata da Sara Mazzocchi(GAMeCinema) e Angelo Signorelli (Bergamo Film Meeting).
Dopo il successo dello scorso anno, ritorna l’appuntamento con i film realizzati nei paesi dell’America Latina,che tanto successo stanno avendo nelle più prestigiose rassegne internazionali.
A Berlino 2009 vince l’Orso d’oro Il canto di Paloma (La teta asustada) dell’italo-peruviana Claudia Llosa. A Locarno 2008 vince il Pardo d’Oro il film messicano Parque vía di Enrique Rivero e il Premio Speciale della Giuria “Cineasti del presente” il cileno Alicia en el país di Esteban Larraín. A Cannes 2008 i film Leonera di Pablo Trapero e La mujer sincabeza di Lucrecia Martel, pur non ottenendo premi, riscuotono un lusinghiero successo di critica e di pubblico.La seconda edizione di Cinelatino proporrà 9 film di recente produzione, tra i migliori realizzati nell’ultima stagione, compreso un omaggio proprio a Lucrecia Martel, presentando anche i suoi due film precedenti: La ciénaga (2001) e La niña santa (2004),che hanno ottenuto molti riconoscimenti nei festival di tutto il mondo. Lucrecia Martel è sicuramente la regista più importante del nuovo cinema argentino.
Osservatrice attenta delle inquietudini e delle derive della borghesia, l’autrice si concentra su figure di donne che vivono ossessioni e traumi, momenti di crisi, come nell’ultimo film, che è presentato in anteprima nazionale e che racconta la storia di una crisi profonda della protagonista seguita a un involontario e poco chiaro incidente di macchina.
La panoramica proposta comprende film di paesi diversi che, tutti, raccontano situazioni reali e, ora con i toni del dramma ora con quelli della commedia, bene rappresentano i cambiamenti e le tensioni dentro paesi che hanno vissuto tragici e atroci avvenimenti politici, ma che hanno conservato tradizioni e culture di festa e di esaltazione individuale e collettiva.
Le vicende dei singoli sono sempre il tramite per guardare alle contingenze della società, a un presente che tanto ancora si porta dietro di un passato che continua a far sentire il suo peso.
La produzione latinoamericana dell’ultimo decennio sta cercando, spesso con risultati di grande valore, di esprimere una sorta di presa di coscienza delle diverse nazionalità e dei diversi gruppi etnici e sociali, senza peraltro rinunciare all’utilizzo di solide strutture narrative e di una intelligente ed efficace resa spettacolare.
Non è un caso che tanti film abbiano come protagoniste figure di donne, che testimoniano di un’epocale mutazione di sensibilità e che meglio possono raccontare le vessazioni e le violenze trascorse e attuali, le nuove emergenze, le attese e le lotte per la difesa della propria dignità.
Nel film cileno Alicia en el país, Premio Speciale della Giuria “Cineasti del presente” al Festival di Locarno 2008, una ragazza compie un viaggio solitario di formazione che tocca anche la memoria del suo passato e del suo popolo, attraverso un paesaggio insieme aspro e incantevole, dove si respira la cultura della sfida millenaria alla terra e al clima.
Nel peruviano Il canto di Paloma, Fausta deve affrontare un passato fatto di orrori e di paure, nonché di credenze tanto tragiche quanto fantasiose e una vera e propria battaglia con il proprio corpo per arrivare aliberarsi del terribile viatico materno e ritrovare la sua libertà di donna.
Nell’argentino Cordero de dios, della regista Lucía Cedrón, già vincitore dell’ultimo Bergamo Film Meeting,due donne si trovano a gestire il rapimento di un anziano veterinario. Guillermina, la nipote, è costretta a richiamare dall’esilio a Parigi la madre Teresa, vittima a suo tempo della feroce dittatura militare. Anche qui passato e presente si mescolano, in un gioco di progressive e drammatiche rivelazioni.J
Giulia, incinta e accusata di omicidio,decide di tenere il bambino e di partorire in carcere. La sua sarà una dura battaglia contro la violenza dell’istituzione e contro un destino che sembra irrimediabilmente segnato.La tenerezza e la speranza sono veramente dure a morire. Il film è Leonera, la regia di Pablo Trapero, altra importante figura di spicco del cinema argentino, di rilievo mondiale ma in Italia praticamente sconosciuto.
Già si è accennato all’ultimo film di Lucrecia Martel, La mujer sin cabeza: anche i due film precedenti, La ciénaga e La niña santa, vedono al centro del racconto personaggi femminili, donne più o meno giovani costrette a misurare le loro pulsioni con una lunga tradizione religiosa fatta di repressioni e divieti.
Completano la rassegna i messicani Lake Tahoe e Parque Via.
Il primo descrive l’affacciarsi al mondo del giovane Juan; in fuga dall’opprimente situazione familiare, rimane vittima di un incidente stradale. Sarà per lui l’occasione di scoprire un mondo e un’umanità del tutto sconosciuti, che lo lasciano con tante domande senza risposta.
Il secondo racconta di una casa in vendita e del suo fedele custode: quando la proprietaria annuncia a Beto, il fedele servitore, che la vendita si è conclusa, per lui crolla il mondo e non riesce più a controllare i propri gesti.
Come si può vedere, la rassegna offre un panorama variegato e utile per la conoscenza di un continente che è un vasto mosaico di diversità e di storie.I film proposti sono sicuramente tra i migliori realizzati nell’ultima stagione.
Giugno 2009