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Latinoamerica-online
Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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di Mariella Moresco Fornasier
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Campagna contro l'Aids (24 settembre 2002) International Pressure Pushes Cuba To Reverse Endangered Hawksbill Turtle Trade (24 settembre 2002) Dichiarazioni all’Onu: armi nucleari e terrorismo (17 settembre 2002) Prevén en Cuba producir total energía con petróleo nacional (10 settembre 2002)
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Negli
ultimi anni il numero di infettati dall'Aids è tanto cresciuto tra la
popolazione giovanile da indurre le autorità a lanciare per le strade
dell'Avana una campagna che ha mobilitato un centinaio di volontari per
informare sulle modalità di trasmissione della malattia e fare opera di
prevenzione.
La
campagna sanitaria è rivolta anche contro alcuni tabù culturali, come il
rifiuto del preservativo, l'età molto precoce delle prime esperienze
sessuali e la promiscuità in cui vive parte della popolazione.
La campagna di informazione e prevenzione è sostenuta economicamente dall'Onu e prevede che i volontari frequentino parchi, spiagge e tutti quei luoghi dove si incontrano persone considerate a rischio, alle quali distribuiscono materiale informativo e danno informazioni sulla malattia e su dove rivolgersi per gli accertamenti sanitari.
Le critiche suscitate a livello internazionale hanno fatto sì che attualmente gli ammalati siano curati in ambulatorio, facendo però aumentare il rischio che trasmettano ad altri la malattia.
Tra gli obiettivi della campagna vi è anche quello di diffondere l'abitudine all'uso del preservativo, che i cubani rifiutano di utilizzare, nonostante sia messo gratuitamente a disposizione in tutte le posadas, come sono conosciuti gli alberghi per coppie. La presa di coscienza da parte della popolazione sui rischi che comportano i rapporti non protetti pare l'unico mezzo efficace di prevenzione e contenimento del contagio, data anche la giovane età in cui si inizia la vita sessuale sull'isola e la frequenza con la quale vengono cambiati i partner, tanto da far definire l'attività sessuale come "el deporte nacional".
[Mariella Moresco Fornasier] 24 settembre 2002 |
International Pressure Pushes Cuba To Reverse Endangered Hawksbill Turtle Trade
International Fund for Animal Welfare - 21 august 2002 |
Dichiarazioni all’Onu: armi nucleari e terrorismo Il ministro degli Esteri Pérez Roque, partecipando il 14 settembre ad una riunione dell’Assemblea Generale dell’Onu, ha rilasciato importanti dichiarazioni sulla posizione del suo governo in merito alla non proliferazione delle armi nucleari ed alla lotta contro il terrorismo. Come
"contribución a la paz mundial" Cuba firmerà il Trattato
di Non Proliferazione Nucleare, anche se lo considera "un instrumento de un club de potencias nucleares". "Pese a no haber desarrollado ni tener la intención de desarrollar jamás armas nucleares, Cuba no ha sido parte del Tratado de No Proliferación Nuclear", ha dichiarato Pérez Roque, "En tanto se trata de un instrumento que resulta insuficiente y discriminatorio, pues permite que se establezca un club de potencias nucleares sin compromisos concretos de desarme. Sin embargo, como señal de la clara voluntad política del gobierno cubano y su compromiso con un proceso efectivo de desarme que garantice la paz mundial, nuestro país ha decidido adherirse al Tratado de No Proliferación de Armas Nucleares“.
Verrà anche ratificato il Tratado de Tlatelolco, firmato nel 1995, sulla prescrizione delle armi nucleari in tutto il continente americano. Benché
firmato, il trattato non era stato ancora ratificato, dato
l’atteggiamento fortemente ostile degli Stati Uniti, unica potenza
nucleare del continente. "Pese
a que la única potencia nuclear en las Américas mantiene una política
de hostilidad contra Cuba que no excluye el uso de la fuerza, Cuba también
ratificará el Tratado para la Proscripción de las Armas Nucleares en América
Latina y el Caribe que nuestro país había firmado en 1995". Nella stessa occasione Pérez Roque ha criticato duramente l’atteggiamento unilaterale del governo statunitense nella lotta al terrorismo che, secondo il ministro cubano, dovrebbe essere condotta sotto la guida dell’Onu, un organismo che rischia di venire sempre più delegittimato dalle iniziative degli Stati Uniti. Quest’ultimo commento è stato fatto con riferimento alla preannunciata dichiarazione di guerra all’Irak, fortemente voluta dagli Usa. L’Avana si oppone decisamente a questa eventualità, come ha chiaramente affermato Pérez Roque, secondo il quale, se si avverasse questa eventualità, si aprirebbe “un secolo di unilateralismo” degli Stati Uniti e di “forzata delegittimazione” dell’Onu. Cuba aveva categoricamente condannato l’attacco dell’11 settembre alle Twin Towers ed aveva immediatamente offerto la propria collaborazione nella lotta al terrorismo. Offerta che è stata ignorata dal governo di Washington, che ha inasprito il blocco commerciale ed ha mantenuto Cuba nella lista dei paesi complici del terrorismo internazionale, insieme a Iran, Iraq, Sudan, Libia, Siria e Nord Corea. Ciò nonostante, ha commentato il ministro, "A Cuba no la anima un espíritu antinorteamericano, aun cuando su gobierno mantiene y endurece un bloqueo de más de cuarenta años contra nuestro pueblo.” [Mariella Moresco Fornasier] 17 settembre 2002 |
Prevén en Cuba producir total energía con petróleo nacionalLa producción de energía en Cuba será en su totalidad a partir de petróleo local para principios del próximo año, de acuerdo con previsiones oficiales confirmadas hoy, lunes, por un alto funcionario del Gobierno de la isla. El vicepresidente Carlos Lage argumentó esa afirmación en virtud de las inversiones realizadas en el sector energético, entre ellas, la modernización de la Central Termoeléctrica "Antonio Guiteras", en la provincia de Matanzas, que calificó como "la inversión industrial más importante de este año" en el país. Según datos de la Unión Eléctrica, los trabajos de reparación capital de la central, con una capacidad de generación de 330 megavatios, requirieron una inversión de 33 millones de dólares y otros 12 millones de pesos (un peso equivale a un dólar al cambio oficial). La inversión abarcó 4 kilómetros de oleoducto, construidos para trasladar el crudo nacional desde la base de supertanqueros, aledaña a la bahía de Matanzas, hacia la Central Termoeléctrica. En los trabajos que demoraron seis meses, participaron 1.200 trabajadores y la tecnología fue suministrada por la empresa francesa ALSTOM. En la actualidad la Central -situada a unos 100 kilómetros al este de La Habana-, está sometida a un período de ajuste y pruebas, para comenzar a quemar en el venidero octubre el hidrocarburo nativo. Lage, responsable del área económica del Gobierno cubano, explicó que el costo de una tonelada de fuel-oil en el mercado internacional asciende hoy a 160 dólares la tonelada, mientras el costo de producción de la tonelada del crudo nativo no rebasa los 61 dólares. También informó que este año está previsto que la producción cubana de combustible ascienda a 4,1 millones de toneladas, incluidos el mineral fósil y el gas acompañante de los yacimientos. Además anunció que una inversión similar está planificada en la industria "Carlos Manuel de Céspedes", de la provincia de Cienfuegos, con la cual la isla estará en posibilidades, a partir de enero del 2003, de producir toda la electricidad que consume con mineral fosilizado nativo. Lage también insistió en señalar que es necesario continuar la política de ahorro de energía y reducir el consumo de combustible, debido a que el país importa cantidades de crudo, que resultan insuficientes, para otras necesidades de la economía y de la población.
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