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Latinoamerica-online
Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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di Mariella Moresco Fornasier
Roma festeggia i 100 anni di Manuel Alvarez Bravo (maggio 2002) ¿Donde está Oesterheld? - Il fumetto argentino desaparecido (18 aprile 2002) Romeo Gilberto Osorio y su esculturas textiles (16 aprile 2002) La Bienal de São Paulo revela el caos de la metrópoli y la angustia del hombre de hoy (25 marzo 2002) La realidad es más real en blanco y negro - I 100 anni di Älvarez Bravo (14 marzo 2002) Brasile, dal barocco al modernismo (7 febbraio 2002) Arte estrema: installazioni all'Antartide (gennaio 2002)
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Roma festeggia i 100 anni di Manuel Alvarez Bravo(v. anche il nostro articolo sull'arte del grande fotografo messicano "La realidad es más real en blanco y negro)
75 vintage prints, provenienti dal Museo di Arte Moderna del Messico, restituiscono l'opera del grande fotografo che ha narrato la cultura, l'identità, la magia della sua terra.
maggio
2002 |
![]() ¿Donde está Oesterheld?
di Ilio
Leo
A lui si debbono moltissime, affascinanti, storie d'avventura ad iniziare dalla straordinaria saga de "L'Eternauta" che, disegnata da Francisco Solano Lopez, dal 1958 ha segnato profondamente il modo di raccontare per immagini: un'inquietante storia di fantascienza, dal taglio cinematografico, che ha avuto un enorme successo in numerosi Paesi. Autore estremamente prolifico, attento a cogliere suggestioni ed emozioni in più "mondi" (dal western al fantascientifico, dal noir al giallo, dal politico al comico) Oesterheld è stato lo sceneggiatore dei più grandi disegnatori, molti dei quali italiani come Hugo Pratt, Giovanni (Juan) Zanotto, Dino Battaglia, Ivo Pavone e quindi gli argentini Arturo del Castillo, Alberto Breccia, Gustavo Trigo, Horacio Lalia e naturalmente Francisco Solano Lopez. La mostra propone un percorso particolarissimo nell'opera di Oesterheld proposta in centinaia di tavole originali ad iniziare dalle prime, preziose, pagine de "L'Eternauta" per proseguire in una avvincente galleria di immagini realizzate per dare vita alle storie scritte dallo sceneggiatore che scomparve, a 58 anni, il 3 giugno del 1977.
Vittima della repressione della dittatura argentina, a dimostrazione di quanto la fantasia sia temuta dal potere assoluto: Oesterheld scomparve improvvisamente, così come le sue quattro figlie e i suoi generi, uccisi dal regime. Ed è per ricordarli, per tenere vivo il ponte della memoria, che la mostra si tiene a venticinque anni dalla loro scomparsa: nell'ambito della rassegna verrà evocata la purtroppo celebre Plaza de Mayo con un grande spazio nel quale saranno installate opere del pittore Araldo Cavallera in omaggio alle donne che ogni giovedì si ritrovano in questa piazza per reclamare giustizia. La manifestazione, quindi, propone più valori: il lavoro dello
sceneggiatore di fumetti finalmente presentato in una mostra articolata;
i disegni dei grandi autori che ne interpretano le storie (da Solano
Lopez a Hugo Pratt, Juan Zanotto, Arturo del Castillo, Alberto Breccia,
Jorge Moliterni); l'apporto determinante degli italiani nel lancio del
fumetto e dell'editoria argentina e mondiale. Il 6 marzo 2002 nell'auditorium del Museo dell'Automobile è andata in scena "Più di mille giovedì" tratto dal romanzo di Massimo Carlotto "Le irregolari" nell'allestimento della compagnia "Assemblea Teatro", sulla tragedia dei desaparecidos che sarà anche il tema della prossima fiction di RaiUno "La memoria e il perdono" girata dal regista Giorgio Capitani a Torino. Infine il forte legame fra il Piemonte e l'Argentina sottolineato dalla rilevante presenza di emigrati piemontesi soprattutto nella regione di Cordoba, un legame di amicizia, cultura, economia come dimostrano le molte iniziative realizzate a cura della Regione Piemonte. Una mostra per ricordare e per insegnare la tolleranza e la cultura di un popolo e di un' era non troppo distante nel tempo e che ancora oggi corre il rischio di essere rivissuta in troppe zone del mondo. a cura del Centro Internazionale del Fumetto 18 aprile 2002 |
Romeo Gilberto Osorio y suesculturas textilesRomeo Gilberto Osorio nació en San Francisco, California en 1947, y residió en El Salvador a intervalos, primero durante sus años de adolescencia, y más tarde como combatiente del FMLN durante la guerra civil salvadoreña. La
más reciente serie de trabajos de Osorio pondera su actual preocupación
de artista: el rol de la mercancía en nuestra sociedad de consumo, y su
reflexión sobre el arte - temática que ha denominado con el nombre de
Commodity Fetish. Diariamente nos vemos rodeados por objetos, que de ser analizados cuidadosamente, podrían parecer tan funcionales como un blue jean o tan absurdos como las corbatas. Entonces nos preguntamos, "¿Por qué ha ejercido el análisis de la forma mercantil –que concierne una materia puramente económica– tal influencia en las ciencias sociales; y fascinado a generaciones de filósofos, sociólogos, historiadores del arte y muchos más? En la forma mercantil hay algo más en función que simplemente la mera forma, y es precisamente este "más" lo que ha generado ese poder de atracción". (Editorial Solaris http://members.aol.com/solaris57/)
Galería Somarts - San Francisco 10 de enero de 2002
("Quetzalcoatl" - publicado en el portal de la Editorial Solaris - http://members.aol.com/solaris57/) 16 aprile 2002 |
La Bienal de São Paulo revela el caos de la metrópoli y la angustia del hombre de hoyLa 25ª edición de la muestra reúne a 190 artistas de 70 países Juan Arias
España está representada por la instalación Astilhãografo, de Rogelio López Cuenca. [v. imágine n.d.r.]
En la Bienal de São Paulo, considerada entre las más importantes del mundo y la principal de los países de Iberoamérica, participan 190 artistas de 70 países. Permanecerá abierta hasta el 2 de junio y se calcula que será visitada por medio millón de personas de todo el mundo.
Una prueba evidente fue el sábado el imponente aparato policial para proteger a las autoridades presentes en una ciudad como São Paulo, con más de un secuestro diario y con unos altos índices de violencia.
Las 11 ciudades propuestas, entre las que no figura ninguna española, son como un puñetazo en el estómago, porque los artistas que han hecho la propuesta han sabido poner de relieve
Tambien el fotógrafo de Taiwan Chien-chi-Chang ha presentado una obra de presos de su país, en blanco y negro. Debía ser tan llamativa y provocadora que el autor se ha quejado de que el comisario Alfons Hug se la ha censurado. El americano Spencer Tunik expone en la Bienal una serie de fotografías de representaciones con hombres y mujeres desnudos tumbados en la calle codo con codo, como muertos en una hecatombe como la realizada ya en 2000 en Queensboro Bridge de Nueva York.
El País, 25 marzo 2002 |
La realidad es más real en blanco y negro
I 100 anni di Álvarez Bravo
Una chicca tirata in soli 7.000 esemplari ( di cui 1.000 in inglese), che raccoglie un centinaio delle più belle fotografie di Älvarez Bravo, che il 4 febbraio ha compiuto ben 100 anni. Per rendergli omaggio si sono scelti testi di Carlos Monsiváis ed un epilogo collettivo con brani di André Breton, Diego Rivera e Juan García Ponce. Tutti impegnati a spiegare, decifrare il mistero del fascino di queste immagini. lunghe quasi un secolo, che Octavio Paz descrive così: "Los títulos de Manuel no son cabos sueltos, son flechas verbales, señales encendidas".
Sintetica e fulminante la definizione di Juan García Ponce: "lo más interesante de esas fotos misteriosas 'es la aparición de lo invisible' ". La Casa de América di Madrid ha allestito per l'occasione una mostra di 75 sue foto, provenienti dal Museo de Arte Moderno de México e già esposte a Santiago del Cile e Parigi. Al termine l'esposizione sarà ospitata anche a Roma
[Stella de Fanzago] 14 marzo 2002 |
Brasile, dal barocco al modernismo
La mostra Brazil, Body and Soul, nata con l'intento celebrativo del 500 anniversario della "scoperta" del paese da parte di Pedro Alvares Cabral ed allestita al Guggenheim Museum di New York, dopo essere stata esposta a San Paolo, si caratterizza per l'enorme bilancio preventivatosia per il suo allestimento statunitense che per la successiva presentazione in altri paesi: un totale di 65 milioni di dollari. Una cifra più che ragguardevole, la cui importanza non è sfuggita a Tom Krens, che sta lavorando per aprire una nuova succursale del Guggenheim in Brasile, operazione che dovrebbe rilanciare l'intero paese come meta di turismo culturale.
Nell'ingresso del Guggenheim il visitatore è subito accolto da un oggetto spettacolare: un enorme altare proveniente dalla chiesa di Saint Benoît a Olinda, nello Stato di Pernambuco. Opera del tardo '700, è sicuramente un capolavoro del barocco brasiliano, completamente restaurato in occasione della mostra.
Con la chiusura delle frontiere agli stranieri, voluta dalla
corona del Portogallo nel XVIII secolo, l'arte locale si sviluppa in tutta autonomia,
lasciando libero sfogo all'esuberanza del sentimento religioso e del gusto per
l'eccesso decorativo. L'apporto africano segnerà il culmine di un métissage
artistico davvero senza uguali. (v. in Arti visive e plastiche: Il bisogno del divino. I
tabernacoli brasiliani di Minas Gerais) L'ultima sezione è dedicata al modernismo ed all'arte contemporanea, con le sue astrazioni geometriche e le sue suggestioni risalenti all'arte ed alla storia indigena. Il Manto Tupinamba, opera di Pape composta da grandi palle di piume rosse, ritrova le radici della sua ispirazione negli ornamenti della omonima tribù indigena, famosa per i suoi mantelli di piume d'uccelli ed i suoi massacri di gesuiti.
[Mariella Moresco Fornasier] 7 febbraio 2002 |
Arte estrema: installazioni all'Antartide
La compagnia sperimentale argentina Ar Detroy si è fatta conoscere per avere sempre realizzato i propri lavori in condizioni climatiche estreme: le Ande della Patagonia, i ghiacciai dell'Antartide, le Salinas Grandes di Jujuy.
In questo accecante deserto di sale è stato filmato Un acto de intensidad (v. foto), una videoinstallazione costituita da tre grandi schermi che proiettano immagini di un paesaggio quasi metafisico, battuto dai venti, nel quale l'uomo si perde nella sua piccolezza. Il tema della solitudine dell'uomo di fronte alla natura è consueto ai lavori di questa compagnia. In Pesadillas del corazón, un video del 1996, sono utilizzate immagini girate durante la scalata del monte Tronador, che mostrano la fatica degli scalatori, sprofondati nella neve, simbolo dell'impossibilità umana di avanzare; una dichiarazione di sfiducia nel progresso (ma verso quale meta?).
Il direttore di Ar Detroy spiega il tema della limitatezza umana in termini positivi: "Transformar la imposibilidad es como reivindicar la muerte en un sentido positivo". Il progetto Antártida è il prossimo impegno della compagnia ed ha entusiasmato diverse istituzioni europee ed ottenuto l'appoggio dell'ex segretario della Cultura Darío Lopérfido, ma la attuale situazione argentina rischia di bloccare i lavori, il cui costo è stato preventivato in 100.000 dollari e per i quali era prevista anche la collaborazione dell'Aviazione Militare. Se tutto proseguirà secondo i programmi, in gennaio un aereo militare porterà l'équipe di Ar Detroy sui ghiacci del Polo Sud, dove girerà immagini di iceberg alla deriva e di uomini che camminano verso in un paesaggio immutabile. Il senso del lavoro ruota intorno ai concetti di "realtà" e di "esperienza: "La realidad no es sustituible y el hecho puntual de ser y estar es insustituible, tampoco lo que te rodea es sustituible".
Il risultato finale dell'opera, per la quale è escluso ogni ricorso alla tecnologia digitale, dovrebbe essere la proiezione contemporanea delle immagini su 8 schermi giganti. Il progetto prevede anche il collegamento diretto tramite Internet con le sedi di alcuni importanti musei, tra i quali il centro Pompidou di Parigi.
[Mariella Moresco Fornasier] 22 gennaio 2002 |
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