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Latinoamerica-online Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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Musica
di Mariella Moresco Fornasier
Susana Baca: lo "spirito vivo" del Perú negro (3 giugno 2002) Litto Nebbia - Sólo se trata de cantar (21 maggio 2002) Dal bolero all'elettronica, passando per l'hip hop (26 aprile 2002) Susana Rinaldi, la Tanguera (19 aprile 2002) |
Susana Baca: lo "spirito vivo" del Perúnegro
"El Perú es música andina e inclusive cuando era niña no encontré nunca en la escuela un libro que hablara de la presencia
nuestra, de los africanos".
Questa frase spiega il senso del lavoro dell'artista peruviana, non solo una musicista di talento ma anche una ricercatrice delle radici della cultura negra del Perú Susana Baca è nata
nel quartiere di Chorillos, alla periferia di Lima, un posto nel quale
hanno vissuto i discendenti degli schiavi africani fin dall'epoca della
colonia. Cominciati gli studi di musica, ha formato un gruppo sperimentale, che "contaminava" la musica con la poesia locale. Per undici anni ha percorso con il marito, il sociologo Ricardo Pereira, tutta la costa peruviana, raccogliendo testimonianze e documenti sulle espressioni artistiche dei discendenti africani. Il risultato di questo lavoro è stato pubblicato nel libro "Del fuego y del agua", del 1992. Tre anni più tardi la coppia ha fondato l'Instituto Negro Continuo per l'insegnamento e la preservazione della danza e della musica afroperuviane e permettere la formazione di nuovi artisti. Nel 1995 la casa discografica Luaka Bop pubblicò l'antologia musicale "El alma del Perú Negro", che fece conoscere a livello internazionale la voce e la capacità interpretativa di una cantante che è diventata la principale interprete della tradizione musicale afroperuviana. Dopo "Susana Baca" del 1998, in "Eco de sombras" compaiono, oltre agli strumenti musicali tradizionali, anche sonorità moderne con le interpretazioni di Marc Ribot (chitarra), Greg Cohen (contrabbasso) e John Medeski (piano e tastiera). L'ultimo lavoro,"Espíritu Vivo", arrivato in Europa in aprile, comprende una grande varietà di ritmi, attingendo a diverse tradizioni letterarie e musicali, trascendendo la tradizione della musica afroperuviana ed includendo "13 de Mayo" di Caetano Veloso, "Afro Blue" di Mongo Santamaría, "The Anchor Song" di Bjork fino ad una propria versione di "Les feuilles mortes". Un disco che riflette la stessa maniera di Susana Baca di intendere la musica: una fusione delle radici africane, di poesia e contemporaneità. Premiata molte volte per la sua attività di musicista e ricercatrice, Susana Baca è stata nominata "ambasciatrice di buona volontà" dell'Unesco ed ha collaborato con molte istituzioni culturali d'America e d'Europa. "Siempre me pregunté qué sentido tiene la música en nuestra rutina diaria, con el canto uno se sobrepone a la pena y a la muerte".
[Stella de Fanzago] 3 giugno 2002 |
Litto Nebbia - Sólo se trata de cantarpor Martín Armelino
Con dos discos en la calle y la reciente declaración por parte del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires como Ciudadano Ilustre, este legendario compositor sigue cantando y apostando por la música y el país. Casi
al mismo tiempo, Litto Nebbia editó Corazones & Sociedades, un
disco con sus nuevas canciones, y un “grandes éxitos” titulado
Celebración, cuyos temas Litto eligió personalmente, cubriendo su
trayectoria entre 1965 y 1987. –
No es común que hayan salidos juntitos Celebración, con “grandes éxitos”
y Corazones y sociedades con sus nuevas canciones. –
Sus primeros pasos fueron dentro del rock. ¿Qué hizo que se alejara
del género hacia lo que ligeramente podríamos llamar la canción? –
¿Qué continuidades y rupturas hay entre Celebración y Corazones &
Sociedades? –
En sus letras menciona siempre los afectos y la importancia de las
buenas relaciones personales familiares, de pareja, entre amigos, como
también las cuestiones sociales, y siempre con una mirada esperanzadora,
¿encuentra en el amor la utopía de un mundo unido, fraterno y libre? –
Apropósito de la situación actual argentina y teniendo en cuenta su
canción “Nueva zamba para mi tierra” en la que usted apuesta por el
país ¿qué piensa de la decisión de tantos que quieren emigrar en
busca de un futuro mejor? –
¿Pese a la coyuntura, puede haber un cambio positivo en nuestro país? Ciudad nueva, Buenos Aires, n. 420 marzo 2002 |
Dal bolero all'elettronica, passando per l'hip hop
Si tratta di una onorificenza che il governo cileno riserva a personalità che abbiano contribuito a diffondere nel mondo la cultura nazionale e porta il nome della poetessa che nel 1945 vinse il Premio Nobel per la Letteratura.
Un sindacato per l'hip hop
Il Sindicato Argentino del Hip Hop è un gruppo musicale formato da cinque giovani che da dieci anni si stanno dedicando alla promozione di questo genere, derivato dal rap. Il termine "sindacato" non ha nulla a che vedere con la politica, come tengono a precisare i cinque "innovatori", ma vuole sottolineare la necessità di "difendere i diritti" di questo nuovo ed ancora misconosciuto genere musicale. "Argentina es un país de rock 'n' roll, tuvimos que adaptar instrumentos en vivo".I loro sforzi comunque hanno dato frutto. Lo scorso anno, infatti, il gruppo ha ricevuto un premio Grammy latino, dedicato al miglior album di rap o hip hop.
Convinti assertori del pregio della loro musica, i giovani affermano che:"El hip hop es una música muy rica, porque no se encierra solamente en algo [...]Se puede fusionar mucha música en el género sin dejar perder la esencia del hip hop. Puede cambiar todo el tiempo, es una música de avanzada". La loro tecnica di incisione è quella che l'industria discografica conosce come "sampling", caratterizzata dal fatto che il ritmo di un brano di successo del passato è utilizzato come base per una nuova composizione. Un accorgimento utilizzato ampiamente dagli autori di hip hop di tutto il mondo.
26 aprile 2002 |
Susana Rinaldi, la Tanguera
Come per molti suoi connazionali (ma non solo per loro) anche per Susana Rinaldi, attrice e cantante argentina, il tango è molto di più di una musica da ballare o ascoltare.
La "Tana", l'appellativo con cui è conosciuta la Rinaldi (e che denota la sua origine italiana), ha preparato uno spettacolo che non è solo godimento estetico. Con un repertorio che parte dagli anni '70, fa anche opera di divulgazione, spiegando l'origine e l'evoluzione della musica che ama al punto da voler racchiudere tutta la sua personalità in una sola definizione: "la Tanguera". Nelle canzoni che ha composto, la Rinaldi rivela tutta la capacità di denuncia sociale del tango, liberandolo dall'aurea di musica adatta a rappresentare solo infelici passioni amorose."Cuando hablo del carácter del tango como instrumento de denuncia es porque nació como tal. En los años 40 y 50 se quiso disimular esto, se dio al tango un carácter mediocre que hablaba solamente de los lamentos de un varón en relación a esa mujer traidora que lo había abandonado." Forte di questa convinzione Susana Rinaldi, che tempo addietro si era candidata al Senato, pensa che la musica aiuti a riflettere e che gli artisti abbiano quindi il dovere di aiutare le persone a prendere coscienza su quanto accade loro intorno. Anche delle vecchie eredità del passato, delle quali l'Argentina non si è ancora liberata: il machismo, la corruzione, la violenza sociale e l'autoritarismo politico, tutti mali che, secondo la "tanguera", "han sido una constante en Argentina". [Stella de Fanzago] 19 aprile 2002 |
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