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Latinoamerica-online Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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Musica
di Mariella Moresco Fornasier
Il rock portoricano sul mercato internazionale (6 agosto 2002) The Rap Revolución - In Cuba ... (6 agosto 2002) Gilberto Gil rende omaggio a Bob Marley (16 luglio 2002) Caetano Veloso sexy tropicale (16 luglio 2002) Scompare la signora del filin (9 luglio 2002) Mujeres exponen música típica viven despertar en el Cibao (9 luglio 2002)
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Il rock portoricano sul mercato internazionale
Fiel a la Vega, Algarete, Cultura Profética sono i nomi di tre gruppi di rock piuttosto noti nella nativa Porto Rico ma ancora sconosciuti all'estero. Willie Rodríguez, cantante di Cultura Profética, spiega le ragioni per cui i tre gruppi lavorano in maniera autonoma, senza appoggiarsi ad una casa discografica. "Sabemos que hacemos las cosas a nuestra manera. Estamos haciendo lo que nos gusta con nuestra creatividad y poco a poco formando una empresa". E' d'accordo anche Tito Auger, cantante del Fiel a la Vega. "Nosotros empezamos así, empezamos independiente, y realmente para una banda como nosotros es lo más que nos conviene en estos momentos".
Deve
essere stata una scelta oculata, dato che i 4 album prodotti finora dal
suo gruppo hanno venduto 300.000 copie. Solo l'ultimo, "Tres",
è stato inciso per la Emi Latin ed è stato lanciato sul mercato
internazionale. Attualmente è in preparazione un nuovo album, per il
quale è stato scelto, ancora una volta, di lavorare in maniera
autonoma, più consona al loro modo di intendere la musica ed ai loro
ritmi. "Cuando queremos, estamos tocando. Si nos hartamos de tocar en una
hora, lo dejamos y nos vamos del salón. ...yo creo que estamos más cómodos que
nunca". ". Anche gli Algarete stanno preparandosi per il mercato internazionale con il loro secondo album.
Dal canto loro i Cultura Profética mescolano i ritmi del reggae con quelli della tradizione portoricana. "Nosotros somos la voz del pueblo" dichiara Willie Rodríguez. "Lo que nosotros decimos tiene que ver mucho con lo que hablamos con la gente y eso está en las canciones". Pur
senza essere legati a contratti internazionali, i Cultura Profética
hanno ottenuto che i loro dischi vengano distribuiti in Costa Rica, dopo
avere presentato al pubblico la loro musica in una tournée di
successo. La
qualità della loro musica e la determinazione a non farsi assorbire
dalla logica delle grandi case discografiche ha premiato questi tre
gruppi, ancora increduli del successo ottenuto oltre i confini caraibici
della loro isola. "Es para nosotros una sorpresa bien linda". [Stella de Fanzago] 6 agosto 2002 |
The Rap Revolución
In Cuba, an Insistent Musical Voice is Pounding Home Its Points and Protests
The crowd at Las Vegas this Friday was all Cuban, all black, and very youthful, twenties and younger -- except Reynor's mother, Leonor, a doctor, who sat primly in the front row. The men showed up in baggy cargo pants or droopy jeans, worn with NBA basketball jerseys, ribbed white tanks that showed off their muscles, polyester kung-fu shirts covered with tigers and dragons, unblemished sneakers. The women were outfitted in low-rise jeans and tight-fitting tops, with colorful head scarves, lots of bracelets and rings, multiple ear-piercings. Tattoos and dreadlocks were rampant, along with attitude.
Around 6, the lights dimmed and the music started -- not sly, syncopated Latin sounds but hard, pounding hip-hop beats -- and three young black men came forward, a group called 100 Percent Original. They had all the standard
moves, the prowling, the scowling, the arm-crossing and the
An all-star lineup of rappers followed. Isaac's and Reynor's group, Explosion Suprema, performed its brief set midway through the show, after which Reynor's mother slipped quietly out the door. The finale was a freestyling contest, won by a short, slight teenager who calls himself El Menor ("The Kid"). The sound died and the lights came up promptly at 8. [...] [...] [...] [...] Washington Post - April 14, 2002 |
Gilberto Gil rende omaggio a Bob Marley Nell’ultimo concerto tenuto dal cantante brasiliano a Londra, si sono incontrati due grandi della musica latinoamericana: Gilberto Gil, appunto, e Bob Marley. Un incontro virtuale, naturalmente, sull’onda del ricordo, della nostalgia ma non solo. Perché la musica di Marley è viva ed ancora capace di trasmettere energia ed emozioni. L’ultimo album di Gilberto Gil si intitola Kaya n'gan daya, in onore al musicista giamaicano che, a detta del suo collega ed estimatore brasiliano, deve essere più conosciuto ed apprezzato di quanto non lo sia, specialmente dai musicisti. In un’intervista rilasciata poco dopo il concerto, Gil ha spiegato che la musica di Marley ha tanta importanza per lui perché “ha marchiato a fuoco il mio lavoro”. Per lui il reggae di Marley è “un classico”, al pari della musica di Gershwin. Sia nel disco che nel corso dello spettacolo, in programma in altre città europee, Gil interpreta le canzoni più famose del repertorio di Marley, quali No woman no cry, Positive Vibration e Could you be loved. Alcune cantate in inglese, altre in portoghese con l’arrangiamento dello stesso Gil, secondo il quale “il reggae è uno degli stili più seducenti, più ipnotici e più piacevoli da ascoltare, uno stile che fa storia”.
[Stella de Fanzago] 16 luglio 2002 |
Caetano Veloso sexy tropicale
A sessant'anni, tutto vestito di nero, il cantante più bello del pianeta affronta l'ennesima tournèe che segue l'uscita di un nuovo cd, Noites de Norte, e fatica a lasciare a casa anche soltanto un pezzetto della sua lunghissima carriera. Nelle chitarre elettriche, nelle inflessioni di pezzi come Rock'n'Raul e nel rap no global di Haiti puoi risentire ancora l'eredità dell'estremismo estetico che produsse il suono acido del tropicalismo, e costrinse l'hippy Caetano all'esilio a Londra in pieno regime militare. Poi, nella bossa sottovoce di Coracao vagabundo - la canzone che spezzò il suo esilio durante una memorabile esibizione a Rede Globo - l'estremismo opposto. Anche quello del cliché. Il Brasile del calcio e della fantasia. E della dolcezza, delle canzoni che sanno come strapparti le lacrime. Proprio per quest'ultimo motivo, la star di queste serate italiane di Veloso non puo' essere che Cuccuruccucu Paloma. L'hit messicana degli anni Trenta sta nel repertorio delle orchestre di tutto il mondo, ed è il momento magico dell'ultimo film di Pedro Almodovar. Tutti la aspettano, e Caetano - che ce l'ha fatta riscoprire in una registrazione dal vivo qualche anno fa - non si risparmia. La storia dell'uomo che morì d'amore (e la sua anima si trasformò in una farfalla... a proposito di Almodovar, strana canzone da suonare in una festa), consente al musicista brasiliano di evocare l'anima di uno dei suoi idoli di gioventù, Chet Baker, che quando cantava sapeva come fermare il tempo. Perché di questo si tratta. Fermare il tempo. Quando hai alle spalle un repertorio come quello di Caetano Veloso, anche soltanto il piacere di ritrovare intatte certe canzoni, certe inflessioni, certe parole soltanto, vale tutto il prezzo del biglietto. Nella scaletta, a Cuccuruccucu Paloma, segue un pezzo nuovo che si intitola Rock'n'Raul. E' dedicato a Raul Seixas, una leggendaria figura di rockabilly brasiliano che suonava come Elvis e Carl Perkins, morto una decina d'anni per qualche problema di alcool. Tutt'altro che samba e saudade, come si vede. E' un pezzo imperfetto, rockeggiante, difficile da digerire. Ma rappresenta perfettamente l'ansia di Caetano Veloso di non uscire mai dalla scena, di non essere mai un monumento a se stesso. E' il tempo che deve rimettersi in movimento. Proprio quando in tutto il mondo la musica brasiliana degli anni sessanta e settanta è sempre più una bellissima, svenevole e velenosa compagna di tanti musicisti, d.j., cantanti di gran moda, Veloso non vuole abbandonare quel pezzetto della sua gioventù ribelle, che scandalizzò il Brasile negli anni sessanta (come il Dylan elettrico a Newport, si disse poi). E invita tutti a fare altrettanto. Non sempre un musicista riesce a ritrovare il tocco felice dei suoi inizi, soprattutto quando il tempo passa. Questione di ispirazione, di collaboratori (in questo momento gli sta dando una mano persino suo figlio Moreno, musicista e brasiliano modernista come lui), di momenti. Ma bisogna provarci, almeno.Quindici anni Veloso fa registrò a New York un disco bellissimo, prodotto da Arto Lindsay, brasiliano e new wave come lui, ricordando i Tristi tropici di Levi Strauss e l'inganno dell'identità primitiva, del tempo fermo, che grava sul Sudamerica. Quel disco, dal suono minimale ed elegante, resta forse ancora il suo migliore dell'ultimo periodo. E il più attuale, ancora, soltanto se pensiamo a quante banalità si sono dette durante questi mondiali sul calcio brasiliano bailado e bla bla. Questi non sono piu gli anni settanta, per nessuno (neanche per i pentacampeao con quattro-cinque difensori e sponsor Nike). Ma la maglia di Ronaldo che finisce sulle spalle di Caetano, comunque, ci sta benissimo. Perché una cosa è certo: puoi cercare di fermare il tempo, poi alzarti e tentare rimetterlo in movimento. Ma il Carnevale, quando c'è, va festeggiato fino in fondo.
Il Manifesto, 10 luglio 2002 |
Scompare la signora del
filin
Il 9 giugno è morta all'Avana all'età di 72 anni Romana Elena Burke, soprannominata Señora Sentimiento, per l'intensità emotiva che sapeva trasmettere con le sue interpretazioni. E' stata una delle grandi interpreti di quella stagione della musica cubana che si identifica con il movimento del filin, sorto negli anni '50, e con il bolero, un genere che ha accompagnato la storia del paese prima e dopo la rivoluzione del '59 e che conserva numerosi estimatori. Nonostante le sue condizioni di salute fossero molto gravi negli ultimi anni, tanto da costringerla su una sedia a rotelle, fino a poco tempo prima della sua morte ha continuato ad esibirsi tutte le settimane presso un famoso locale del quartiere del Vedado. Ciò che la caratterizzava nel folto panorama dei cantanti cubani era la sua maniera, tra il sentimentale e l'ironico, di affrontare i testi di canzoni divenute celebri, quali Tu mi delirio, La gloria eres tu e Tu me acostumbraste, con la sua inconfondibile e bella voce da contralto. Una lunga carriera la sua, iniziata appena tredicenne, che l'ha portata a lavorare con i più famosi cantanti, tra i quali anche Omara Portuondo, artista che negli ultimi anni ha ritrovato la celebrità partecipando al film (ed ai successivi eventi musicali) Buena Vista Social Club. A soli 14 anni Romana Elena lavora già da professionista presso Mil Diez, la radio dell'allora Partito Comunista cubano. Ed è proprio in quegli anni che conosce e si appassiona al genere del filin, che andava ad ascoltare dopo avere lavorato alla radio ed uscendo di nascosto di notte dalla casa dei genitori per recarsi nei locali dove suonavano gli artisti con i quali avrebbe poi lavorato. A lei è stato dedicato un affettuoso ricordo da Cubavisión, che ha mandato in onda vari frammenti di filmati storici, girati ancora in bianco e nero, oltre a più recenti registrazioni. Nelle edizioni del telegiornale che davano la notizia della sua scomparsa, Romana Elena Burke è stata mostrata ancora in grado di sostenersi in piedi, mentre accenna davanti al suo pubblico le note famose di Gracias a la vida, della cantautrice cilena Violeta Parra. (v. Ricordando Violeta Parra; Violeta y su guitarra; Gracias a la Vida) Parlando del filin, lo definiva come un genere "cantato con il cuore" prima ancora che con il cervello, e non potrebbe essere altrimenti, dato che "ha un grande carico di emozioni e sentimenti." (sul filin v. Le nuove "mujeres del Filin" ) [Stella de Fanzago] 9 luglio 2002 |
Mujeres exponen música típica viven despertar en el Cibao
Hasta hace unos días los acordeonistas Yovanny Polanco, David David, El Prodigio, José El Calvo y Agapito Pascual
"tenían la sartén por el mango" y se escuchaban con insistencia en las estaciones radiales donde se proyecta la música típica criolla. Aunque ellas, al igual que los hombres han hecho grandes esfuerzos para proyectar la música de acordeón, tambora y güira, ese género aún se mantiene dirigido a un pequeño segmento de la población que reside principalmente en el Cibao central, la línea fronteriza y otro en el exterior, principalmente en New York, New Jersey y Boston, donde reside un gran número de
El Nacional, Santo Domingo, 26 de Junio del 2002 |
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