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L’eleganza caraibica della guayabera
Alfo
Chi viaggia nei caldi paesi dei Carabi ha modo di osservare una speciale camicia maschile, tanto diffusa da essere quasi un emblema della moda caraibica estiva: la guayabera. Se è vero che il modo di vestire identifica una cultura, la guayabera trasmette un messaggio che evidenzia le caratteristiche dei paesi che fanno arco sul Golfo del Messico e sul Mare di Carabi, oltre che delle bellissime isole che li costellano: una eleganza informale ma capace di dare “tono” anche alle occasioni più semplici.
Ma cos’è la guayabera e qual è la sua origine? Si tratta di una camicia maschile, in genere bianca, da portare fuori dai pantaloni, con due o quattro tasche esterne e con le caratteristiche pieghe doppie che ne segnano la lunghezza. Non ci sono pareri concordi sulla provenienza di questo capo di vestiario, né sul periodo esatto in cui cominciò ad apparire nell’area caraibica.
Alcuni propendono per una origine asiatica, più precisamente delle Filippine ed attribuiscono il suo arrivo a Cuba con la grande immigrazione di operai cinesi, il cui culmine si verificò alla fine del diciannovesimo secolo. Altri propendono per il periodo della guerra di indipendenza dalla Spagna, ma non ci sono documenti che possono convalidare questa tesi. La parola stessa non ha un’etimologia chiara. Forse deriva da yayabero, cioè originario della zona del fiume Yayabo, che attraversa una delle città più antiche di Cuba, Sancti Spiritus, fondata da Diego Velázquez nel secolo sedicesimo. La prima immagine che mostra una guayabera è un dagherrotipo del 1906 che ritrae un proprietario di una raffineria di zucchero della provincia di Ciego de Ávila, nel zona centrale di Cuba.
Il giornalista cubano Lisandro Otero Gonzáles informa che fu sotto la presidenza del generale José Miguel Gómez (1908-1912), nativo proprio di Sancti Spiritus, che questo tipico capo di vestiario si diffuse per tutta Cuba, tanto che il Vocabulario cubano del 1921 inserisce questa parola tra le sue voci, ma il culmine della diffusione della guayabera si ebbe più tardi, durante il governo di Ramón Grau San Martín (1944-1948), periodo in cui divenne un vero e proprio abito di corte, nonostante si levassero voci contrarie al suo uso nelle cerimonie pubbliche, data la sua eccessive informalità. Una informalità, come detto, comunque elegante, tanto da far apprezzare questo indumento anche oltre l’area caraibica e facendolo indossare quale abbigliamento per il tempo libero anche dai ricchi frequentatori di località balneari alla moda del Mediterraneo quali Marbella, Cannes, Montecarlo e Viareggio.
Oggigiorno la guayabera ha paradossalmente assunto a Cuba un significato addirittura antitetico: la formalità dei burocrati dei pubblici uffici. Per questo motivo incontra resistenze ed opposizioni specie da parte dei più giovani, che la interpretano come un residuo di una mentalità borghese. Troppo informale o troppo formale: è destino della guayabera fare sempre discutere. E continuare ad essere amata.
Maggio 2004 |
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Latinoamerica-online Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco Fornasier Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 e n. 258 del 13/04/2004 ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati |