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Arte e cultura

 

 

 

 
 

Intellettuali ed artisti “In difesa dell’umanità”

 

Stella de Fanzago

 

Riuniti a Caracas nei primi giorni di dicembre, gli intellettuali ed artisti di cinquantadue paesi si sono posti un obiettivo di resistenza, di  “costruire una barriera”contro una mondializzazione sentita come soffocante dei diritti basilari dei popoli. Il "Llamamiento de Caracas" (Appello di Caracas), che prende il nome dall’essere stato sottoscritto nella capitale venezuelana, denunciando il mancato rispetto di ogni convenzione Onu riguardante la politica internazionale da parte dei più potenti, enumera le violazioni ritenute più clamorose, quali la violazione della sovranità nazionale e l’intervento non richiesto negli affari interni di paesi terzi. Violata anche la Convenzione di Ginevra riguardante, il divieto di infliggere maltrattamenti ai prigionieri di guerra, e la protezione della popolazione civile. A suffragio della denuncia sono portati gli esempi dell’istituzione a Guantanamo, la base statunitense sull’isola di Cuba, di un penitenziario dove vige l’illegalità e viene praticata la tortura sui prigionieri, e l’invasione dell’Irak,  il cui scopo viene denunciato come la volontà di impadronirsi delle risorse petrolifere del paese. Ribadito il diritto dei popoli di gestire autonomamente le proprie risorse naturali, senza subire pressioni od attacchi da parte delle potenze dominanti, che si autoproclamano difensori della democrazia, i  firmatari del “Llamamiento” richiamano gli accordi commerciali, tra i quali l’Alca, imputati di impedire un reale sviluppo economico dei paesi latinoamericani e caraibici, riducendone l’autonomia e favorendo il potente alleato del nord, che tramite l’inclusione di formule ambivalenti incluse nel testo dei trattati commerciali, li trasformano in strumenti di pressione, quando non di dominio politico dei paesi dell’area. Il riferimento va alle formule "guerra preventiva" e "cambio de régimen", le cui applicazioni pratiche trovano un esempio recente nelle vicende politiche di Haiti.  Una netta denuncia viene fatta allo sperpero di risorse economiche utilizzate in azioni di guerra e di aggressione, giustificate come necessarie al mantenimento della pace ed alla introduzione delle democrazia, mentre una guerra silenziosa miete migliaia di vittime ogni giorno nei paesi più poveri del pianeta, compresa l’America Latina ed i Caraibi: la  miseria e la fame, risultato delle politiche delle istituzioni finanziarie internazionali, incuranti delle necessità delle popolazioni.

Gli intellettuali ed artisti firmatari del documento si dichiarano partecipi delle lotte dei settori marginali, impoveriti, esclusi da un livello degno di vita ed emarginati per ragioni economiche, di razza, di genere. Delle grandi maggioranze che vengono ingiustamente private del diritto alla terra, alla salute, all’istruzione ed all’informazione,  escluse dai vantaggi della scienza e delle nuove tecnologie a tutto vantaggio di chi possiede i mezzi economici per appropriarsene in maniera esclusiva.

Anche la produzione intellettuale è soggetta alle regole del mercato, convertendosi in uno strumento efficace di manipolazione della verità attraverso la concentrazione  delle testate e del case editrici nelle mani di pochi potentati. Necessario quindi reagire a questo stato di cose, passando “a la ofensiva con acciones concretas”: la prima delle quali, varata nel corso dell’incontro, è la formazione di una “rete di reti” nei campi dell’arte, della cultura, della solidarietà, stringendo più forti legami tra gli artisti ed intellettuali con i Forum Sociali dando vita, nello sforzo comune, ad un movimento  internazionale “In difesa dell’umanità”.

 

Dicembre 2004

 

 

Latinoamerica-online

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco Fornasier

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