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Arti e cultura 

 

Nicaragua - Danze indigene per il cacicco

 

 

Alfo

 

Per commemorare la morte del Cacicco Adiact, nel suo 390mo anniversario, il Comitato per l’Identità etnica di Sutiaba (Ceries) ha organizzato lo scorso mese di aprile  un tipico mercato indigeno.

Il Ceries è stato fondato l’11 agosto del 2002 ed è costituito da esponenti riconosciuti della comunità, intellettuali, artisti, storici, artigiani e agricoltori. Il suo scopo è quello di riscattare e valorizzare tutte le manifestazioni culturali, sociali, politiche dei maribios-sutiabos, gruppo indigeno originario di questa zona della provincia di León, antica capitale del Nicaragua.

Oltre a manifestazioni proprie di ogni mercato, quali la vendita ed il consumo di cibi e bevande tradizionali confezionate con i prodotti locali,  gli organizzatori delle celebrazioni hanno previsto anche spettacoli con balli tipici di questa comunità, come le danze autoctone ed il ballo dei toros guacos, che si esegua al suono dei tamburi. Non potevano mancare le gigantonas, enormi pupazzi di circa tre metri d’altezza, manovrati dall’interno delle loro armature di legno per farli danzare tra la folla.

Questa manifestazione si propone non solo di rivitalizzare la cultura indigena locale ma anche di commemorare la figura del cacicco Adiact, assassinato dai conquistatori spagnoli nel lontano 1614, nella terza domenica di aprile. Il poeta Adolfo de la Concepción Fonseca racconta che "El cacique fue apresado en el Cerro Oro, traído a cola de caballo, y al pasar por el árbol de tamarindo lo colgaron. Nunca estuvo de acuerdo con el sometimiento indígena, y luchó hasta las últimas consecuencias". Adiact fu l’ultimo capo indigeno e dopo la sua morte l’intera zona perdette l’importanza che aveva avuto sino ad allora. Con lo spostamento della capitale da  León Viejo a Managua, da autonomo insediamento indigeno Sutiaba  divenne un “semplice quartiere”. Ed è’ per non perdere definitivamente le proprie caratteristiche e la propria storia che il Ceries si è posto l’obiettivo di riscattare e far rivivere le antiche usanze, i balli, le tradizioni, in una parola la cultura degli antenati per poterla trasmettere alle nuove generazioni e non far loro dimenticare l’eredità indigena in un paese in cui le sue tracce sono ancora visibili nella società meticcia nata dalla fusione con i conquistatori spagnoli.

Diversi studi confermano il fatto che a differenza di Granada (altra antica città coloniale, eretta dai conquistatori spagnoli nel 1524 sulle sponde del lago omonimo e che per secoli costituì un baluardo contro le invasioni ed i saccheggi dei pirati provenienti dal Mare dei Caraibi e risalenti il fiume San Juan per inoltrarsi in territorio nicaraguense), la città di León, edificata nello stesso anno, dovette essere trasferita nel 1610 nella sua attuale ubicazione (a 93 chilometri a nordovest di Managua, la capitale) a causa dei continui terremoti ed eruzioni vulcaniche del Momotombo. Una di queste nel sedicesimo secolo distrusse la città ed ora le rovine di León Viejo, semisepolte dalla cenere e dichiarate Patrimonio dellì’Umanità dall’Unesco, sono divenute una meta turistica.


 

Maggio  2004  

 

Latinoamerica-online  

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore  responsabile Mariella Moresco Fornasier

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