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Feste e tradizioni

 

 

 

Venezuela - La festa di San Giovanni 

 

 

Alfo  

 

 

La festa di San Giovanni è diffusa in tutta l'America ispanica, retaggio della colonizzazione europea.

La Fondazione Bigott, venezuelana, nelle sue pubblicazioni dedicate alle Tradizioni Popolari dei vari stati del paese, evidenzia il carattere particolare che a questa festa imprime la cultura degli afrodiscendenti: "La fiesta a San Juan Bautista es de singular significación y fuerza en aquellas poblaciones donde el negro marcó su impronta." Le caratteristiche della celebrazione variano da stato a stato e da località a località, soprattutto per quanto riguarda la preminenza di alcuni strumenti musicali e del canto corale.

Per quanto riguarda lo stato di Miranda, affacciato sul Mare dei Caraibi e fortemente permeato dalla cultura negra, si celebra in Curiepe una festa che è divenuta famosa in tutto il Venezuela.


Il 23 di giugno, sera della vigilia, i tamburi "aprono la bocca", iniziano cioè a suonare senza però raggiungere il massimo delle vibrazioni. Durante la notte, in una casa già preparata per accogliere i festeggiamenti, davanti all'immagine di San Giovanni adornata con fiori, rami di palma e stoffe colorate, si radunano i suonatori del tambor redondo per dare inizio alla veglia, che proseguirà con l'accompagnamento della musica del tambor mina che suonerà per strada, inducendo alle danze, spesso accompagnate anche da altri strumenti.

 

Il giorno della festa si apre con la celebrazione della messa in onore di San Giovanni ed al suo termine i tamburi riprenderanno immediatamente a suonare. A sera la processione per le strade del paese darà inizio all'ultima parte dei festeggiamenti, accompagnati dagli immancabili tamburi che seguono il percorso fino alla casa dove era stata celebrata la veglia del giorno precedente, per continuare tutta la notte con canti e balli.

El encierro de San Juan, ossia la chiusura della festa, è il momento più emozionante per chi vi partecipa.

Dopo l'allegria della notte precedente, tutti si riposano fino al primo pomeriggio, quando giunge il momento di "accomiatarsi" dal santo. Presa la statua dalla casa dove era stata custodita, la si porta nuovamente in processione, sorretta da quattro portatori che procedono ballando al ritmo scandito dai tamburi fino alla cappella dove la si custodirà fino all'anno seguente;

davanti alla porta l'intensità emotiva dei partecipanti giunge al suo climax: musica sempre più coinvolgente, grida, canti e balli, che terminano all'entrata della chiesa, dove si alterna il suono dei vari tamburi, attorniati dalla folla che riempie la piazza antistante.  L'ingresso trionfale del santo nella sua chiesa, dove entrano solo i portatori dietro ai quali  si chiude il portone, è accompagnato dal suono delle campane. All'improvviso il colpo di scena: da una porta laterale escono i portatori che "rubano" il santo, complici parte dei tamburi che li seguono mentre altri continuano a suonare davanti al portone principale, dove è radunata la folla.

 

Ristabilito l'ordine e riportato il santo al suo posto, la festa prosegue fino all'alba.

 

 

Giugno 2004

 

 

Latinoamerica-online 

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore  responsabile Mariella Moresco Fornasier

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