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el portal del Caribe |
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Arte, religione e politica
Mostra al Pac (Padiglione Arte Contemporanea) di Milano
foto: logo della mostra
Le opere di sei grandi protagonisti dell’arte contemporanea, Joseph Beuys, Dan Flavin, Lucio Fontana, Yves Klein, Hermann Nitsch e Antoni Tàpies, accolgono il visitatore che, attraverso gli allestimenti delle sale successive, può effettuare un viaggio attraverso le culture dei cinque continenti. Culture lontane per spazi geografici e per modalità espressive, a volte avvicinate per studio o per passione, come illustrato dalle foto e dal video proiettato durante la mostra del duo francese Art Orienté objet ( formato dagli artisti-etnologi Benoît Mangin e Marion Laval-Jeantet). Le opere (singoli pezzi o installazioni specificamente realizzate per il Pac) appartengono tutte ad artisti che vogliono trasmettere concezioni spirituali ed impegno religioso e politico, come l’ivoriano Frederic Bruly Bouabré impegnato a “svelare” l’Africa; il giapponese Kazuo Shiraga, monaco buddista del gruppo Gutai; il beninese Cyprien Tokoudagba che adatta su tela primitivi murales; quattro esponenti dell’ arte aborigena australiana – Anatjari Tjakamarra, Old Walter Tjampitjinpa, Ronnie Tjampitjinpa, Mick Namarari Tjapaltjarri – e, sempre dal deserto australiano, i Warlukurlangu, associazione di artisti dello Yuendumu. L’America Latina è rappresentata da lavori di artisti ispirati alle religioni d’origine africana: il brasiliano Mestre Didi, leader spirituale della comunità Nagô; il cubano José Bedia e la dominicana Charo Oquet., questi due ultimi presenti con installazioni di grandi dimensioni e di forte impatto emozionale. Il baiano Mestre Didi (nome d’arte di Deoscóredes Maximiliano dos Santos) è un artista ottantenne di indiscusso valore, che non ama parlare della sua opera per motivi religiosi e che al Pac espone magnifici “scettri” di paglia intrecciata, impreziositi da conchiglie e stoffe ed adornati da motivi animali, simbolo delle forze della natura. Figlio unica della mãe-de-santo (sacerdotessa) Maria Bibiana do Espírito Santo, Mestre Didi ha ricevuto nel 1983 dal re di Ketu, nel Benin, il titolo di Obá Mobá Oni Xangô, il più alto grado della gerarchia religiosa Nagô. Il suo impegno non è limitato all’espressione artistica ispirata alla religione professata dall’80% degli abitanti di Salvador di Bahia, la città con il maggior numero di abitanti neri, discendenti dagli schiavi africani. L’artista, sacerdote dedito al culto degli antenati, è anche autore di diversi libri e di un dizionario português-iorubá, tutti lavori volti a preservare la tradizione degli orixá, le energie associate agli elementi della natura ed ai capostipiti tribali. Leader riconosciuto in campo religioso, Mestre Didi lo è anche in campo artistico e le sue opere si possono ammirare al Museo Picasso di Parigi, al MAM di Salvador e di Rio de Janeiro. Anche il cubano José Bedia, da anni residente a Miami, esprime nella sua opera artistica una forte spiritualità, non solo religiosa. Praticante del Palo Monte, il culto animista portato a Cuba dalle popolazioni di cultura bantu, frequenta anche le cerimonie della Santeria, il sincretismo forse più conosciuto, derivante dall’associazione delle entità spirituali yoruba con l’iconografia dei santi cattolici. Da queste esperienze, arricchite dalla frequentazione delle popolazioni amerindiane, traggono ispirazione le sue opere grafiche, cariche di simbologie antiche utilizzate per trattare tematiche attuali, quali il potere della tecnologia, con il linguaggio della favola e della saggezza popolare e trattate nella sua pittura con un disegno grafico che ricorda le antiche pitture rupestri. La dominicana Charo Oquet, artista poliedrica formatasi artisticamente in Florida dove vive, esprime nella sua installazione al Pac dedicata ai più importanti orisha del panteon della santeria, tutta la spiritualità delle sue radici caraibiche, espressa e trasfigurata in quest’opera sontuosa, dai colori forti, brillanti e dalle forme barocche. .
Settembre 2005
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Latinoamerica-online Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco Fornasier Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 e n. 258 del 13/04/2004 ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati |