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el portal del Caribe |
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Turismo
e cultura afrocubana
Miguel
Barnet, presidente della Fundación Fernando Ortiz, ha scritto che gli elementi della cultura afrocubana
"non sono reliquie di un passato defunto, sono forze mutevoli che
partecipano alla vita quotidiana" e che se non si considerasse
"questo processo come un intercambio sincretico ... non capiremmo mai
l'importanza dell'apporto di queste forme culturali per l'identità
cubana". In
queste parole c'è tutta la differenza tra la realtà cubana, che assume ed
integra come propria memoria culturale elementi di diversa origine etnica, ed
altre realtà latinoamericane, dove la frattura tra culture dominanti e
culture dominate, ridotte a folklore, ha impedito che si sviluppasse una
simile ricchezza di espressioni culturali. Dopo
secoli di emarginazione e di conseguente nascondimento che ne ha permesso la
trasmissione del significato e delle espressioni cultuali, la cultura
afrocubana corre forse in questi anni il pericolo maggiore per la sua
sopravvivenza, minacciata in alcuni casi dalla sua riduzione a fenomeno di
consumo per i turisti. Proprio
negli anni in cui si è risvegliato l’interesse di un sempre maggior numero
di intellettuali ed accademici e sono fioriti gli studi sulla cultura afro ed
in particolar modo sulle sue espressioni religiose (ma ormai non è più
corretto qualificarle come tali, essendo divenute da tempo patrimonio comune
della maggioranza della popolazione cubana, senza alcuna distinzione di
appartenenza etnica o culturale), emerge il pericolo, sotto la spinta di
sempre più cospicui flussi turistici, di un avvicinarsi superficiale a queste
manifestazioni culturali e della loro riduzione a mero folklore, a pura
esteriorità, a ripetizioni statiche di gesti privati di senso, ad una
fruizione puramente estetica di musiche e danze, sicuramente affascinanti e
coinvolgenti, ma delle quali si perderebbe il senso profondo. L'esigenza
di soddisfare il crescente interesse, spesso epidermico ed influenzato da mode
pseudo culturali, di un numero sempre maggiore di visitatori che, tra i
programmi delle attrattive offerte da un soggiorno a Cuba, includono la
supposta partecipazione ad “autentici” riti di Santeria (in numero minore
di altri culti meno conosciuti dagli stranieri e quindi meno “richiesti”)
ha già provocato fenomeni quali il proliferare di presunti addetti al culto riciclatesi velocemente per rispondere alle esigenze
del nuovo mercato, in continua espansione, e di “iniziazioni” a caro
prezzo per stranieri che torneranno dalle vacanze con una “esperienza”
esotica in più da raccontare. E’
il rischio che corrono tutte le culture dei paesi che hanno operato una
apertura veloce al turismo di massa, un fenomeno dai risvolti a volte
pericolosamente destabilizzanti degli equilibri sociali e
culturali delle realtà ospitanti.
Marzo 2005
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Latinoamerica-online Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco Fornasier Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 e n. 258 del 13/04/2004 ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati |