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Arte e cultura

 

 

 

 
 

Maria Luisa, la regina nera d'Haiti

 
Stella De Fanzago

 

Nella tumultuosa storia di Haiti vi è la figura di una donna, divenuta  la prima regina nera d'America,  che concluse la sua vita in Italia.

Marie Louise Codovic appena quindicenne sposò Henri Cristophe, uno dei massimi dirigenti dell'insurrezione che portò l’indipendenza all'allora colonia francese e ne seguì l’ascesa fino all’incoronazione.

Fonti discordanti la fanno nascere schiava o libera da genitori già affrancati, che arrivarono a costituire una piccola fortuna, acquisendo il più elegante albergo della capitale, Cap Français, dove la giovane Marie Louise incontrerà il suo futuro sposo, un giovane affrancato che farà un folgorante carriera sotto le armi, combattendo per l’indipendenza del suo paese e la fine della schiavitù,

Amato dalle masse ed eletto presidente della prima repubblica nera del mondo, il 12 giugno 1811 Henri Cristophe si autoproclamò re di Haiti (in realtà della parte settentrionale del paese) e volle una cerimonia di incoronazione simile a quella di Napoleone Bonaparte nella cattedrale di Parigi, con la presenza dell’arcivescovo Cornelle Brelle che unse il neo re e la sua sposa con olio di cocco. Non fu questa l’unica differenza tra le due cerimonie. Diverso anche lo scettro: d’oro per Napoleone, d’ebano per il re d’Haiti che assunse il nome di Henri I.

Il  matrimonio di Marie Louise e Henri fu ben assortito e la coppia conservò una relazione d’amore per molti anni, come dimostrato dalla corrispondenza privata scambiata tra i due coniugi. Anche nella vita pubblica i due erano complementari: mentre Cristophe diveniva sempre più autoritario e dispotico, la regina era nota per la sua bontà e comprensione, tanto da accogliere come proprio un figlio, Armando Eugenio, nato da una precedente relazione del marito, le cui ambizioni aumentarono al punto da voler imitare le corti monarchiche europee, nominando nobili e gentiluomini, facendo costruire lo sfarzoso palazzo di Sans Souci e la  lugubre fortezza de la Ferriére dove languirono molti suoi nemici. Ma verso la sua sposa Henri Cristophe si dimostrò sempre un marito affettuoso e tenero, al punto da proclamare festa nazionale il 15 luglio, anniversario del loro matrimonio.

Malato ed ormai malvisto per la sua tirannide, che causò una sollevazione popolare,  Cristophe si suicidò l’8  ottobre del 1820, all’età di 53 anni.

Marie Louise e le sue due figlie, ancora prima della morte di  Cristophe partirono per l’Europa, sbarcando dapprima in Inghilterra e proseguendo successivamente per l’Italia,  trovando a Pisa un luogo ideale dove vivere fino alla loro morte. La madre fu quella che sopravvisse più a lungo, morendo nel marzo del 1851 e venendo sepolta nel cimitero di una piccola chiesa della città.

 

Aprile 2005

Latinoamerica-online

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