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el portal del Caribe |
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La rumba in Centro Avana
Alberto Fornasier
Migliaia di turisti “armati” di macchine fotografiche per portarsi a casa le immagini di questa particolarissima strada, si recano ogni anno all’ormai mitico Callejón de Hamel, nel vecchio quartiere di Centro Habana, spinti non solo dal desiderio di ammirare i murales di Salvador González Escalona che ne abbelliscono le case, ma anche di ascoltare, nel quartiere dove nacque il “filin” (voce popolare per feeling, uno dei ritmi della tradizione musicale cubana) i suoni travolgenti della rumba. Ogni domenica i suoni afro dei tamburi fanno vibrare cubani e stranieri alla Rumba del Cayo, uno spazio che accoglie i più famosi rumberos non solo della capitale. E’ tale ormai la fama dell’incontro che vi accorrono musicisti da ogni parte dell’isola, tra cui diversi gruppi che hanno raggiunto notorietà anche all’estero. Il progetto culturale del Callejón de Hamel non si esaurisce però nelle più note esibizioni musicali di rumba, che richiamano gli appassionati del genere, ma ha un occhio di riguardo per tutti. Ai più anziani, è riservata l’attività del venerdì con l’esecuzione di boleri e di musica della “trova” oltre alla possibilità di ritrovarsi a prendere un tè ascoltando poesia, magari in compagnia di un famoso musicista, Angelito Díaz, che abita nel quartiere e che non disdegna di unirsi al gruppo con la sua chitarra. Per i più piccoli sono previste attività teatrali e laboratori artistici che ogni mese li impegnano divertendoli e facendo loro apprendere, oltre ai rudimenti dell’arte, la cultura del loro paese. Ma non è necessario rispettare un calendario per visitare il Callejón de Hamel: si può frequentarlo semplicemente per immergersi nell’atmosfera della cultura popolare cubana, fermarsi per leggere il giornale negli spazi comuni o guardare Salvador che dipinge qualche facciata con i motivi afrocubani a lui cari. Ma qual’è la storia del Callejón? Come per tutti i miti che si rispettino, anche questa storia si confonde con la leggenda. Il nome Hamel deriva da quello di un nordamericano di origini tedesche, tanto benvoluto dai propri lavoratori che questi decisero di ricambiare il suo buon trattamento mettendone il nome alla strada. Ma la sua fama doveva iniziare nel 1940, quando nella casa di Angel Diaz, uno dei suoi fondatori, nacque il feeling, un modo di fare musica che dava risalto al sentimento dell’interpretazione, molto vicina a quella della trova tradizionale. Tra i nomi dei musicisti che si diedero appuntamento in quella casa risaltano quelli di Cesar Portillo de la Luz, José Antonio Méndez, Niño Rivera e Ñico Rojas. Sarà molto più tardi, quasi cinquant’anni dopo, nel 1990, che il primo mural verrà dipinto in Cayo Hueso da Salvador González Escalona quale omaggio alla cultura afrocubana, impreziosendo con il suo lavoro la già ricca storia artistica del Callejón e degli abitanti di Centro Habana e trasformando un umile luogo popolare in uno dei vanti della capitale. Gennaio 2005
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