mostra fotografica   arte e cultura   letteratura   musica   cinema e teatro   feste e tradizioni   natura e ambiente   viaggi

popoli indigeni   afroamerica   società   appuntamenti   leggere/ascoltare   studi e ricerche

www.caribenet.info

el portal del Caribe

Cinema e teatro 

 

Tre continenti al cinema



Alberto Fornasier     
info@latinoamerica-online.info



A Milano dal 14 al 20 marzo si è svolta la 15° edizione del "Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina", nato nel 1987 come "Festival del cinema africano" per iniziativa del COE (centro d’orientamento educativo), quale strumento di conoscenza ed apertura alle culture extraeuropee.
Quest’anno, per la seconda volta consecutiva, il festival si è aperto anche alla produzione di corto e lungometraggi dell’America Latina.

Encomiabile l’impegno di realizzare per un così lungo periodo una manifestazione che ha il merito di aver fatto conoscere il meglio di produzioni sconosciute nel nostro paese, lavorando con competenza e grande passione per il cinema e per le culture “altre”, unita ad una solida capacità di organizzare al meglio un evento sicuramente complesso.

Per una settimana il centinaio di opere in programma ha “invaso” Milano, con proiezioni in cinque sale dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda serata.
Numerosissimo il pubblico, che ha dimostrato apprezzamento per le pellicole proposte, alcune delle quali già vincitrici di importanti premi, quali il bel film sudafricano U-Carmen eKhayelitsha (una riscrittura della Carmen di Bizet, cantata in xhosa), vincitrice dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.
Novità di quest’anno è stata l’inaugurazione della sezione "Concorso documentari 'Finestre sul mondo' ”, in accordo con la tendenza internazionale a valorizzare questo genere, sempre più apprezzato anche dal pubblico.
Alle proiezioni in sala si sono aggiunti gli incontri con i registi e le iniziative con le scuole (con pellicole che offrono spazi di speranza per il futuro) e l’università.

Da sottolineare l’apporto volontario di molti giovani che ha reso particolare l’atmosfera di questa manifestazione, il cui successo è la riprova dell’importanza del mezzo cinematografico come veicolo di comunicazione e di conoscenza tra le culture.
Un evento sicuramente imperdibile, che permette di apprezzare temi e modi espressivi altrimenti destinati a rimanere sconosciuti al pubblico italiano.

Per la produzione latinoamericana segnaliamo i documentari Oscar e il Velo di Berta (2° premio Fnac) ed i lungometraggi El Cielito e Whisky, quest’ultimo vincitore del secondo premio Coe.

Oscar, dell’argentino Sergio Morkin, è un umoristico ed intelligente sberleffo al mondo della pubblicità, i cui tabelloni Oscar, ufficialmente tassista, di fatto genio della comunicazione, modifica con grande creatività, dipingendoli, aggiungendo collages, modificandone i messaggi per renderli coerenti con la propria visione della società.

Il velo di Berta, del cileno Esteban Lorrain, narra la strenua lotta di una anziana indigena mapuche, che non vuole cedere alle pressioni dei grandi interessi economici delle imprese multinazionali e difende strenuamente la propria terra, quella su cui generazioni di mapuches hanno vissuto e a partire dalla quale hanno plasmato la loro identità di popolo.

Whisky, lungometraggio degli uruguaiani Juan Pablo Robello e Pablo Stoll, è una commedia tra l’esilarante e l’amaro sulla solitudine di Jacobo, piccolissimo fabbricante di calze e quella della sua mite, fedele e scialba segretaria, Marta, che vedono cambiare la propria vita a causa di un evento imprevisto (l’arrivo del fratello di Jacobo dopo anni di lontananza) per la durata di una brevissima vacanza al mare, che li obbliga dapprima a recitare e poi, almeno per Marta, a provare per un fuggevole momento l’ebbrezza della vita e dell’amore. Terminato il breve intervallo, tutto ritornerà come prima (o forse no?).

El Cielito, dell’argentina Maria Victoria Menis è una delicatissima e struggente storia di due giovanissime vite, di due fragilità che si incontrano ma che sono destinate a soccombere alla durezza spietata della vita in un’Argentina devastata (anche, e forse soprattutto, moralmente) dalla crisi economica.
Felix, adolescente solo e vagabondo, trova la sua ragione di vita nel prendersi cura di Chango, bimbetto di un anno abbandonato dai genitori. Le tenere cure di Felix creano tra i due un legame di affetto profondo, tragicamente spezzato dalla morte di Felix, ucciso innocente durante un’azione criminosa, unica speranza per porre fine alla disperata ricerca di cibo e di un rifugio per il suo piccolissimo amico.

Rinnovando il plauso per l’impegno del Coe, ci auguriamo che le prossime edizioni del festival propongano un maggior numero di pellicole latinoamericane, continuando nella “scoperta” di una cinematografia ricca di talenti e di fantasia.

 

Aprile 2005

 

 

Latinoamerica-online 

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore  responsabile Mariella Moresco Fornasier

  Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000  e n. 258 del 13/04/2004 

ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati