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Feste e tradizioni

 

 

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Il solstizio d’estate sulle Ande

 

Alberto Fornasier

 

I raggi del sole nel solstizio di inverno sono particolarmente  pregni di energia vitale. Così credono gli indigeni aymara, che li ricevono con cerimonie ritornate in auge dopo tanti secoli di nascondimento e che in Bolivia si svolgono all'inizio del nuovo anno(questo sarà il 5.512), in occasione appunto del solstizio, in luoghi elevati e consacrati dalla tradizione.  I preparativi per ricevere degnamente Tata Willka, il padre Sole, iniziano con la masticazione della coca già alcuni giorni prima del 21 di giugno, quando insieme ai raggi del sole nuovo si renderà omaggio alla Pachamama, la madre Terra,  offrendole il sangue di lama sacrificato, insieme al fumo odoroso dell’incenso e del copal (una resina bruciata nelle culture precolombiane come offerta sacra alle divinità), con le palme delle mani rivolte ai primi raggi del  sole in un atteggiamento di fiduciosa orazione ed i corpi difesi dalla gelida aria di montagna da ponchos di lana colorati.

Cerimonie che risalgono alla notte dei tempi e che si svolgono sulle cime delle Ande innevate, luoghi sacri fin dalla notte dei tempi (e che anticamente hanno visto il sacrificio, il più prezioso in assoluto,  di esseri umani), per  impetrare la fertilità della terra e l’energia per gli uomini e gli animali, dando una beneaugurante accoglienza con orazioni e cerimonie al nuovo anno, il Machaq Mara. 

Scenario di questo culto suggestivo sono le rovine di Tiwanaku, Qonqho, Copacabana e El Alto, dove si radunano i sacerdoti aymara per celebrare i loro riti ancestrali. Non prima però di avere chiesto il permesso ed offerto doni anche alle montagne ed ai ghiacciai, da sempre creduti entità sacre dalle culture indigene, per poter salire i loro ripidi pendii e preparare la cerimonia del nuovo anno quando, su una enorme pira verranno bruciate le offerte: lane colorate,  feti di lama, dolci ed erbe profumate.

Cerimonie antiche per richieste che si sono evolute con i tempi. Quest’anno le organizzazioni sindacali indigene chiederanno la forza di lottare contro il neoliberalismo, la corruzione  e contro i politici che impoveriscono il paese, saccheggiando le risorse estratte dalla viscere della madre terra.

A El Alto, località nella provincia di La Paz e scelta come capitale delle popolazioni originarie,  una trentina di comunità hanno assicurato la loro partecipazione alla cerimonia iniziale, transitando a passo di danza per le vie della città.  Molti i balli tradizionali aymara che verranno eseguiti: mocolulos, la danza de los kusillos, quena quenas, pinquilladas, jula julas, wakatintis, ch’unchus, moseñadas uniranno i partecipanti in un pittoresco corteo che durerà molte ore e che darà ufficialmente inizio alla grande festa presieduta dai wak'as e dagli amautas.

 

Giugno 2005

 

 

Latinoamerica-online 

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore  responsabile Mariella Moresco Fornasier

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