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A Juan Gelman il premio iberoamericano Pablo Neruda
Alfo
Lo scrittore argentino è apparso sorpreso quando ha ricevuto per telefono la notizia dell'assegnazione del premio conferitogli, secondo la motivazione ufficiale, per "la creación de un lenguaje original y por su trabajo en el exilio" ed intitolato al grande poeta cileno, che ha definito come "vate" non solo dell'America Latina ma di tutto il mondo. "Es un gran honor, además del nombre que lleva ese premio, Pablo es un autor que he leído mucho". La proclamazione ufficiale del Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda 2005, creato lo scorso anno nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita del poeta cileno, è avvenuta nella Casa-Museo 'La Chascona', già di proprietà di Neruda ed ora amministrata dalla fondazione che porta il suo nome. Il cileno Hernán Loyola, critico ed esperto dell'opera nerudiana e membro della giuria insieme a José Weinstein, ministro della Cultura, José Miguel Oviedo, critico peruviano e lo scrittore argentino Mempo Giardinelli, ha letto il comunicato ufficiale, che ha evidenziato nel lavoro di Gelman "la creación de un lenguaje poético personal de gran originalidad, rigor y concisión. Su vínculo con la cultura popular, especialmente el tango y la revaloración de la oralidad y una dimensión trágica que recoge ecos de la tradición judía y la enlaza con la perspectiva latinoamericana, con su exilio y drama". Gelman è considerato da molti come uno dei più importanti poeti contemporanei, capaci di coniugare intimismo, trascendenza ed attenzione e partecipazione profonda ai temi sociali e politici. Nato in uno storico quartiere di Buenos Aires, Villa Crespo, in gioventù si unì al gruppo peronista dei Montoneros e fece parte della rivista Crisi (1968-1975), fondata nella capitale argentina dallo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano. Minacciato di morte, fuggì nel 1975 dal suo paese ormai sull'orlo dell'abisso. Il figlio e la nuora, incinta, furono catturati da un gruppo paramilitare: il primo venne ucciso ed i suoi resti poterono venire inumati solo quindici anni più tardi, mentre la nuora continua a far parte del lungo elenco di persone scomparse di cui si è persa per sempre traccia. Nel 2000 la nipote del poeta venne rintracciata a Montevideo. Gelman vive in Messico dal 1989 e dopo avere abbandonato l'Argentina ha pubblicato due intensi libri Hechos y relaciones e Si dulcemente, testimonianza di un doloroso sentimento di sconfitta e di lutto. Nel marzo 2001, nel corso di una sua visita in Cile, ha dato lettura di alcune sue poesie in un incontro particolarmente intenso, avvenuto nella famigerata Villa Grimaldi, centro di tortura creato dalla dittatura militare di Pinochet. Tra i suoi lavori vanno ricordati Violín y otras cuestiones (1956), El juego en que andamos (1959), Cólera buey (1965), Relaciones (1973), Bajo la lluvia ajena (1980), Hacia el Sur (1982), Dibaxu (1983) e Interrupciones (1988).
Marzo 2005 |
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