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10
dicembre 2003: giornata dei diritti umani
In
concomitanza con la giornata mondiale dei diritti umani ( 10
dicembre), Survival, insieme ai rappresentanti indigeni presenti a
Milano, chiede l'adozione della Dichiarazione dei Diritti dei Popoli
Indigeni da parte delle Nazioni Unite e l'adozione della Convenzione
169 dell'OIL da parte del governo italiano - entro la fine della
Decade dei Popoli Indigeni (1995-2004).
Oggi,
nel mondo, vivono 300 milioni di indigeni, distribuiti in più di 60
paesi diversi. Tra questi, 150 milioni di persone appartengono in
senso stretto ai popoli tribali e comprendono almeno 70 gruppi che
non hanno mai avuto contatti con ³l'esterno². Questi popoli,
purtroppo, subiscono ancora terribili persecuzioni in molte parti
del mondo, ma le loro voci restano quasi sempre inascoltate.
Il 10 dicembre del 1995 è stata ufficialmente inaugurata la Decade
dei Popoli Indigeni (1995-2004). Ad istituire il decennio è stato
l'ONU, su sollecitazione di organizzazioni internazionali e
indigene, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione dei media,
delle istituzioni e anche dei singoli cittadini sulla drammatica
condizione di privazione dei diritti umani e territoriali dei popoli
tribali; ma anche per combattere il razzismo e le discriminazioni
che determinano o pretendono di giustificare la loro deportazione,
il furto dei loro territori e delle loro risorse nonché la
negazione delle loro culture e identità.
Il decennio sta per concludersi ma nulla o quasi è cambiato. Fino
ad oggi sono state in particolare disattese le speranze di tutti
coloro che auspicavano l'adozione da parte delle Nazioni Unite della
Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni. Da quando la sua
bozza è stata adottata (dalla Sottocommissione ONU sulla
Prevenzione della Discriminazione e per la Protezione delle
Minoranze), nel 1994, la dichiarazione è bloccata negli uffici di
un nuovo gruppo di lavoro istituito dalla Commissione Diritti umani
dell'ONU per la sua revisione. La discussione è ferma in
particolare sull'articolo 3, che unisce al concetto di popolo
il diritto all'autoderminazione, previsto dalle norme
internazionali. Alla bozza adottata nel 1994 i rappresentanti
indigeni sono giunti dopo oltre 10 anni di lavoro e mediazione con
il Gruppo di lavoro sulle popolazioni indigene delle Nazioni Unite. Noi
chiediamo che venga formalizzata e adottata dalle Nazioni Unite ora,
senza ulteriori e ingiustificabili ritardi, prima che il decennio si
concluda.
Entro il prossimo anno Survival chiede anche che l'Italia firmi
la Convenzione 169 dell'OIL, che è la convenzione
internazionale più importante e completa che esista oggi sui popoli
tribali, ed è generalmente considerata come uno standard di
riferimento per tutte le altre convenzioni, politiche o legislazioni
che possono essere varate in materia. A questo scopo, Survival sta
collaborando con il Senatore Francesco Martone e la Commissione per
i Diritti umani del nostro senato.
La Convenzione 169 garantisce non solo i diritti delle singole
persone tribali, ma anche i loro diritti collettivi in quanto
popoli. Di particolare importanza è l'Articolo 14 che
obbliga i governi a riconoscere i diritti di proprietà collettiva
dei popoli tribali sulle terre che occupano tradizionalmente. I
governi sono obbligati a identificare tali terre e a proteggere tali
diritti. I diritti di proprietà collettiva sono estremamente
importanti perché presso molte società tribali, il concetto di
proprietà individuale della terra è assente e completamente privo
di significato. In effetti, l'assegnazione di titoli di proprietà
individuali è stata spesso usata come strumento di divisione e
disgregazione delle comunità.
Sono inclusi e tutelati nella Convenzione 169 anche il diritto dei
popoli tribali di prendere decisioni in merito a qualunque tipo di
³sviluppo² che riguardi loro o le loro terre, e l'obbligo da parte
dei governi di consultarli relativamente a misure o iniziative che
interferiscano con loro. La Convenzione garantisce inoltre ³misure
speciali² per proteggere ³le istituzioni, le proprietà, il lavoro
e l'ambiente² dei popoli tribali; riconosce e protegge i loro ³valori
e le loro pratiche sociali, culturali, religiose e spirituali², e
garantisce il rispetto dei loro costumi e delle loro leggi.
Per un paese, come l'Italia, che non ha popoli tribali all'interno
dei suoi confini, la ratifica della Convenzione 169 ha ovviamente
implicazioni diverse da quelle che comporta per una nazione nella
quale vivono i popoli indigeni. Tuttavia, la sua ratifica
costituisce una significativa espressione di solidarietà verso
chiunque, individui o popoli, veda conculcati i propri diritti.
Soprattutto, però, sottoscrivendo la Convenzione, il nostro paese
potrà incoraggiare altri governi ad adeguarsi e rafforzerà il
valore della convenzione stessa come riferimento internazionale per
tutti i governi impegnati nella formulazione di leggi nazionali
riguardanti i popoli tribali; per le aziende, gli organismi
internazionali e ogni altro ente, incluse altre istituzioni delle
Nazioni Unite, chiamati a redigere politiche e normative in materia.
Tuttavia, la ratifica della convenzione da parte di governi di
paesi come l'Italia può anche avere, anzi, ha, un impatto diretto
sui popoli tribali, non solo in quanto membri di istituzioni
internazionali che interagiscono con essi, come la Banca Mondiale,
ma anche attraverso progetti di cooperazione allo sviluppo o la
partecipazione ai finanziamenti e alle iniziative sostenuti
dall'Unione Europea.
Ratificando la convenzione 169, inoltre, il nostro paese può
offrire un modello di comportamento alle aziende nazionali, in modo
particolare a quelle statali o co-finanziate dallo stato, operanti
in paesi in cui vi sono popoli tribali; società che potrebbero
ricevere contributi della Banca Mondiale o dall'Unione Europea per
stipulare accordi e contratti in tali nazioni.
Fra poco più di un anno si concluderà la Decade Internazionale dei
Popoli Indigeni dichiarata dalle Nazioni Unite proprio allo scopo di
sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema e incoraggiare
istituzioni e governi di ogni parte del mondo a individuare,
adottare e promuovere iniziative di sostegno e solidarietà verso
popoli che, per citare le parole dell'ONU stesso, sono vittime dei
³più silenziosi olocausti dell'Umanità².
Ratificando la Convenzione 169 in questo momento, il nostro paese
non solo compirebbe un grande quanto doveroso atto di giustizia e
civiltà, ma dimostrerebbe anche di aver recepito le raccomandazioni
ONU nel modo più significativo; potrebbe aiutare in modo concreto e
immediato i popoli tribali a vivere sulle loro terre secondo lo
stile di vita che loro stessi hanno scelto.
Survival International
Fondata a Londra nel 1969,
Survival è un'organizzazione mondiale di sostegno ai popoli
tribali. Difende il loro diritto di decidere del proprio futuro e li
aiuta a proteggere le loro vite, le loro terre e i loro diritti
umani. Per mantenere la sua indipendenza non accetta fondi dai
governi e finanzia le sue campagne esclusivamente grazie al sostegno
dei sostenitori, distribuiti in più di 80 paesi. Nel 1989 è stata
insignita del ³Premio Nobel Alternativo² mentre nell'ottobre 2000
ha ricevuto la Medaglia della Camera dei Deputati italiana.
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Per informazioni:
Francesca Casella
Survival International Italia, Via Morigi 8, 20123 Milano
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