|
Latinoamerica-online
Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
|
di Mariella Moresco Fornasier
Altre pagine sui popoli indigeni
Qala Yampu. Imparando dagli avi sul lago Titicaca (24 settembre 2002) Discriminación universitaria (24 settembre 2002) ¿Queda esperanza para los pueblos indígenas? (17 settembre 2002)
|
Qala Yampu. Imparando dagli avi sul lago Titicaca
Lo scopo dell’esperimento, perfettamente riuscito, era quello di verificare se le imbarcazioni costruite con la totora, una pianta lacustre tipica del lago Titicaca e con la quale da millenni si costruiscono agili imbarcazioni, solo apparentemente fragili, fossero in grado di sopportare il peso dei grandi blocchi di pietra utilizzati per la costruzione dei siti monumentali delle civiltà precoloniali. "Intentaremos por primera vez el transporte de piezas líticas por el lago con la tecnología andina del pasado". L’imbarcazione, caricata con grande sforzo dagli indigeni, è salpata da Copacabana, località dove sorge il santuario della Vergine patrona della Bolivia, per una traversata di quattro giorni del grande lago.
Anche il carico della balsa (come viene chiamata l’imbarcazione di giunco), è stato fatto senza l’aiuto di alcun macchinario. Sono stati necessari due giorni di faticoso lavoro da parte di una squadra di 30 indigeni per portare a termine il compito prefissato, ma alla fine, quando è stato completato il carico del masso, (3 metri per 1,5 e pesante 9 tonnellate) e si è verificata la tenuta della balsa, la gioia è stata grande. Grida di giubilo ed applausi hanno salutato l’inizio del viaggio sul più alto lago del mondo, situato a 3.823 metri sul livello del mare. Anche il trasporto dal porto di attracco a Santa Rosa fino al sito archeologico è stato fatto con le tecniche che si suppone fossero usate all’epoca. Il progetto, chiamato "Qala Yampu" (pietra e barca, in lingua aymara) ha avuto lo scopo di provare che le enormi pietre utilizzate per la costruzione del millenario sito di Tiwanaku furono trasportate attraverso il lago Titicaca su imbarcazioni di totora. Tutto è stato fatto senza ricorrere né alle tecniche né ai materiali moderni. L’imbarcazione è stata costruita da una famiglia aymara in otto settimane. Un primo tentativo fallì e la grande barca, di 14 metri di lunghezza, sei di larghezze e due di altezza, senza vele adeguate, andò per cinque giorni alla deriva, sospinta dai forti venti che la incagliarono su un’isola, provocando gravi danni al timone ed all’alberatura.
L’operazione di carico del masso di pietra è stata effettuata utilizzando una rampa di legno e di pietre, anch’essa costruita secondo i metodi tradizionali. "En el experimento se ha mantenido todo a la forma tradicional (...) buscamos la mejor manera de mover una piedra de nueve toneladas y lo logramos", ha detto l’archeologo Alexei Vranich, responsabile del progetto che è stato documentato da una equipe televisiva del National Geographic. Vranich ed il suo gruppo stanno conducendo da cinque anni indagini sulla "ciudad sagrada" di una delle più antiche civiltà andine. La popolazione aymara ha partecipato con molto entusiasmo al progetto, ritrovando l’orgoglio per le imprese de i progenitori. Durante le operazioni di carico dell’imbarcazione si sono svolti riti e canti, accompagnati da offerte di foglie di coda e di alcol.
[Mariella Moresco Fornasier] 24 settembre 2002 |
Discriminación universitaria
En el Centro de Acción Legal en Derechos Humanos, CALDH, fue presentado la semana anterior el caso de las alumnas Angelina Olcot Tujal, Aura Ofelia Gómez, Blanca Delia López y Luz Isabel Yas, todas alumnas de los últimos años de derecho en la sede de Chimaltenango de la Universidad Mariano Gálvez, quienes fueron objeto de discriminación de parte del asesor docente José Eduardo Cojulún Sánchez, quien las reprobó por presentarse a las prácticas de casos jurídicos vistiendo sus trajes típicos.
La Hora, Ciudad de Guatemala, 16 de septiembre de 2002 |
|
|
Latinoamerica-online - Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi Ass. Cult. IMAGO MUNDI Direttore Mariella Moresco Fornasier Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 Tutti i diritti riservati |