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Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi

La Pagina della Natura

 

di Mariella Moresco Fornasier

 

 

 

 

 

 

 

 

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Galapagos: un difficile equilibrio   (8 ottobre 2002)

Atacama: Desierto Florido   (24 settembre 2002)

Pianta cannibale divora il lago di Izabal   (24 settembre 2002)

 

 

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Galapagos: un difficile equilibrio

           

Nonostante siano la principale attrattiva turistica dell’Ecuador, le isole Galapagos non vengono sufficientemente tutelate ed aiutate a preservare il loro unico, delicatissimo ecosistema.

Formate da 40 isole di origine vulcanica, sono costantemente minacciate da agenti esterni, quali le grandi imprese che soppiantano il piccolo commercio locale ed i troppo frequenti versamenti di petrolio dalle navi che transitano lungo le coste ecuadoriane.

 

Tra i più recenti e gravi incidenti va ricordato quello della nave cisterna Jessica, che lo scorso anno rovesciò in mare parte del milione di litri di combustibile, allarmando la comunità internazionale per la lentezza con la quale il governo ecuadoriano attivò le operazioni di disinquinamento delle acque e delle coste.

Quest’anno altri 8.000 litri di diesel sono finiti in mare, con effetti sulla fauna che, secondo il giudizio dei biologi, saranno quantificabili solo a lungo termine.

Dopo l’incidente della Jessica, il governo dell’Ecuador è stato sollecitato dagli organismi internazionali affinché incrementi e rafforzi i controlli sulle attività che si svolgono sulle isole per tutelare la loro  preziosissima biodiversità.

 

Gli abitanti delle Galapagos vorrebbero incrementare un turismo che non porti necessariamente la distruzione dell’ambiente. Nelle isole vivono circa 18.000 persone, ma solo poco più della metà viene beneficiata dal turismo che porta al paese un introito di circa 150 milioni di dollari all’anno con l’arrivo di quasi 80.000 persone. Le altre attività produttive sono limitate da rigidi vincoli per impedire il degrado dell’eccezionale ecosistema, che comprende specie animali uniche al mondo.

Gli isolani chiedono con sempre maggiore insistenza di poter partecipare ai benefici dell’attività turistica, attualmente gestita da agenzie di viaggio e di navigazione esterne, che lasciano agli abitanti delle isole solo le briciole: qualche bibita e pochi oggetti di artigianato venduti ai visitatori. E’ il caso di  Puerto Ayora, nell’ Isla Santa  Cruz, il centro economico e turistico dell’arcipelago."Es necesario que las grandes empresas turísticas también permitan que el operador local se beneficie. Una de esas maneras es volver a definir la política de cupos, permitir que en las islas pobladas se acceda a programas de pequeña escala".

 

Dal ministero dell’Ambiente obiettano che, seppure le rimostranze degli isolani sono fondate, è anche vero che le loro condizioni di vita, seppure molto povere, sono decisamente migliori di quelle della maggior parate della restante popolazione rurale, dove si registrano tassi di disoccupazione del 12 % ed una povertà che tocca il 60% della popolazione. "Estamos conscientes de que existe una iniquidad en la distribución de los beneficios generados por el turismo, y estamos apuntando a atenuar el desequilibrio", ha dichiarato Edgar Pita, del ministero del Ambiente, che ha ricordato come, mentre nel resto del paese gli abitanti delle campagne vivono in capanne di legno o di canne, nella Galapagos il loro livello di vita permette, anche se non a tutti, di avere “case di cemento”.

 

[Mariella Moresco Fornasier]

8 ottobre 2002

Atacama: Desierto Florido

 

Oltre 200 specie di fiori hanno ricreato il miracolo della spettacolare fioritura del deserto. Quello di Atacama, il più arido del mondo.

 

Sono bastati 40 millimetri di acqua (le precipitazioni non superano la media di  0,1 millimetri annui) per far fiorire meravigliose specie, i cui semi si mantengono per molti anni tra le pietre aride del deserto. 

Uno spettacolo assolutamente unico, che ha richiamato centinaia di turisti, ai quali il deserto di Atacama ha offerto uno degli spettacoli più belli al mondo: il Desierto Florido, fonte di ispirazione per artisti cileni e stranieri che hanno fissato le loro emozioni di fronte a questo incredibile spettacolo della natura in fotografie, dipinti, racconti.

 

Il Desierto de Atacama, si estende in gran parte tra la Prima, la Seconda e la Terza Regione del nord del Cile, ad oltre 1.000 km da Santiago, ed offre un paesaggio desolante, quasi marziano, pronto però a trasformarsi in un giardino di incomparabile bellezza non appena il terreno si imbeve della quantità di acqua sufficiente a far germogliare i semi di numerosissime specie di piante, alcune delle quali vivono esclusivamente in questo deserto,  che da secoli ne hanno colonizzato le aride distese.

 

Data la singolarità ed il valore naturalistico di questo fenomeno, il governo cileno ha ricevuto numerose offerte internazionali per creare vivai per la conservazione delle piante e la sperimentazione sui loro fiori e bulbi.

[Mariella Moresco Fornasier]

     24 settembre 2002

Pianta cannibale divora il lago di Izabal

        

Nel nord del Guatemala, il lago di Izabal ed il Río Dulce stanno per essere irrimediabilmente rovinati da una pianta infestante, la Hydrilla verticillata.

Si tratta di una pianta asiatica, acclimatata da poco nel paese ma che si è già trasformata in un serio pericolo, rischiando di trasformare in pantani le acque dove prospera, ostruendo le vie di navigazione.

 

Il governo ha chiesto l’intervento di università ed ecologisti per far fronte al problema, che rischia di provocare serie ripercussioni al turismo. "El visitante aprecia la belleza y la calidad ambiental, definitivamente la presencia (de la planta) es indicador de contaminación y (eso) es una experiencia negativa".

Nella zona è stato dichiarato lo stato di calamità, per permettere l’erogazione di fondi speciali per la lotta contro questa vigorosissima pianta che "una vez que se establece en un lugar en donde es exótica, está fuera de control".

Già molte parti del lago e del fiume sono intransitabili per le imbarcazioni dato l’impressionante sviluppo della pianta, alimentata dai residue delle acque nere e dei fertilizzanti che vengono scaricati in acqua.

 

Il lago Izabal è situato a circa 300 km a nordest della capitale ed il Río Dulce è il suo sbocco naturale verso il Mar dei Caraibi.

Il lavoro di disinfestazione del lago sarà molto difficile, dato che le sue caratteristiche lo rendono perfetto per la riproduzione di quest pianta. La biologa del ministero dell’Ambiente, Nidia Alvarez, auspicando un aiuto internazionale, ha disegnato la situazione con queste parole: “Es grande, pero muy poco profundo (10,7 metros en promedio), se mantiene a una temperatura agradable; tiene una mezcla de nutrientes muy frecuentemente enriquecida... es como un caldo de cultivo". 

Problemi di questo genere si stanno verificando sempre più spesso in molti paesi. L’inquinamento e l’introduzione sempre più facile di specie estranee all’ambiente naturale provocano danni molto gravi all’ambiente ed alle specie autoctone.   

La presenza infestante della Hydrilla sta causando danni anche all’economia del villaggio di El Estorm, dove si concentra la maggior parte dei 3000 pescatori che vivono e lavorano sulle rive del lago. Oltre a rendere difficoltoso il movimento delle barche, pare che sia responsabile anche della crescente moria di pesci, ai quali ruba l’ossigeno.

Tra le soluzioni allo studio, dato che è impossibile estirparla, vi è la sua distruzione con un pesticida molto dannoso alla salute o il suo utilizzo, una volta raccolta con macchinari speciali, come mangime per gli uccelli.

Il portavoce della commissione che sta studiando l’emergenza, ha spiritosamente individuato una soluzione ideale, che porterebbe abbondante manodopera gratuita per la raccolta della Hydrilla. "La solución sería decir que es un afrodisíaco, así  se acaba y la gente se pelea por cosecharla".

 

[Stella de Fanzago]

 

24 settembre 2002

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