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Latinoamerica-online Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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Società
di Mariella Moresco Fornasier
Emergenza dengue in Brasile (febbraio 2002) Haiti: sconfiggere l'Aids con il Vudù (29 gennaio 2002) Un pellicano per l'America Latina (29 gennaio 2002) Il Brasile? Solo caffè e Pelé (29 gennaio 2002)
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Allarme lanciato dalle autorità sanitarie a Rio de Janeiro: il dengue è ormai un'epidemia "fuori controllo". Si calcolo che siano già oltre 10.000 le persone colpite dalla malattia. La forma letale, il dengue emorragico che ha colpito 169 persone, ha già fatto 5 vittime nello Stato di Rio. Nella sola Rio de Janeiro si sono registrati 483 nuovi casi in un solo giorno, facendo raggiungere la cifra di 4325 casi dall’inizio dell’epidemia, ai primi di gennaio. La Secretaria de Saúde ha diramato disposizioni affinché tutti i casi accertati vengano notificati alle autorità sanitarie di ogni quartiere e tutti gli ospedali e cliniche private istituiscano un registro dei malati.
Anche nell’emergenza sanitaria i più colpiti rimangono gli abitanti delle favelas più povere, dove gli addetti alla disinfestazione dalla zanzara "aedes aegypti", la cui puntura causa la malattia, non possono addentrarsi per timore di venire fatti oggetto di violenze da parte della bande di narcotrafficanti che controllano il territorio.
Il dengue è una malattia virale, che si presenta in due forme: classica ed emorragica. La prima colpisce soprattutto i bambini sotto forma di eruzioni cutanee e stati febbrili mentre negli adulti provoca febbre, cefalea, dolori articolari, muscolari e delle ossa (per questo viene anche chiamata” febbre rompiossa”). La forma emorragica colpisce l’apparato respiratorio e gastrointestinale, dando febbre e inappetenza. Quando la malattia si volge alla fase letale, dopo un apparente miglioramento delle condizioni del malato, compaiono emorragie dalle mucose esterne ed all’interno dell’apparato gastrointestinale, che causano la morte.
[Mariella Moresco Fornasier] 2 febbraio 2002 |
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Il Brasile? Solo caffè e Pelé
all' Instituto Sensus e realizzata in collaborazione con altri 17 istituti in 22 paesi, per gli stranieri il Brasile si identifica con il suo caffè e con il più popolare giocatore di calcio del XX secolo. Nonostante gli sforzi fatti dal governo brasiliano per rinnovare l'immagine del paese all'estero e farne conoscere le ricchezze, il 58,2% degli intervistati conosce il Brasile quasi esclusivamente quale produttore di caffè.
Nonostante i frequenti viaggi all'estero, il presidente Fernando Henrique Cardoso è conosciuto solo dal 3,8% del campione.
La ricerca era mirata a conoscere il grado di conoscenza e l'opinione di un pubblico mirato su temi quali le condizioni della società brasiliana, l'internazionalizzazione dell'Amazzonia e la possibilità di guadagnare nuovi mercati ai prodotti brasiliani. I paesi in cui si sono svolte le interviste sono stati scelti per la loro rilevanza sia a livello mondiale che a livello continentale. Per le Americhe sono stati individuati gli Stati Uniti, l'Argentina e il Messico, mentre per l'Europa sono stati presi in considerazione la Germania, la Gran Bretagna, la Francia, la Svezia, la Russia, la Spagna, il Portogallo e l'Italia. Tra gli europei i più diffidenti nei confronti del Brasile sono risultati i portoghesi. Ma anche gli israeliani, gli argentini, gli spagnoli e gli italiani non hanno una grande considerazione dei brasiliani, che giudicano poco lavoratori. Stesso giudizio poco lusinghiero per i prodotti brasiliani, considerati poco affidabili.
Il governo brasiliano sta impegnandosi in una vasta campagna di immagine per sviluppare il proprio turismo, che dovrebbe fare da traino ai restanti settori dell'economia.
Per quanto riguarda la passione per il calcio, una recente notizia dà ragione agli stranieri. A Rio de Janeiro sarà inaugurato a fine marzo il Museu do Futebol, che sarà ospitato nel famosissimo stadio Maracanã. La sala cinque sarà interamente dedicata a Maracanã-Templo do Futebol: la sua storia, le sue caratteristiche architettoniche, un confronto con i grandi stadi del mondo.
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