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Latinoamerica-online Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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Società
di Mariella Moresco Fornasier
América Latina es cada vez más vieja y pobre (29 aprile 2002) Bambolotto gonfiabile: nuova arma dell'esercito colombiano (24 aprile 2002) I Simpson e Speedy González politicamente scorretti? (22 aprile 2002) Crocifissi ed esuli verso la "terra promessa": due situazioni argentine (16 aprile 2002) Libertà sulle onde (9 aprile 2002) Regresa moda de la chacabana (6 aprile 2002)
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América Latina es cada vez más vieja y pobre
El Nacional, Santo Domingo - 10 aprile 2002 |
Bambolotto gonfiabile: nuova arma dell'esercito colombiano
Per sconfiggere una guerriglia vecchia di quasi 40 anni, i vertici dell'esercito colombiano hanno escogitato una trovata pubblicitaria, con lo scopo di riavvicinare i contadini ai militari. Un pupazzo gonfiabile, alto 3 mt. e vestito con l'uniforme,
dovrebbe ispirare con il suo sorriso benevolo tanta fiducia da indurre
la gente a fornire all'esercito informazioni preziose sui ribelli.
Compreso dell'importanza della propria missione, il nuovo "soldato, manovrato dall'interno, ha elargito sorrisi ed abbracci a chi si trovasse a transitare per il posto di blocco. Accanto a lui un sergente distribuiva foglietti che esortavano a chiamare il centralino delle Forze Armate per denunciare sospetti guerriglieri, in un'azione congiunta tra la popolazione e l'esercito contro chi "vuole distruggere il nostro paese".
"Recuerden, el ejército los ama" diceva a tutti il sergente, anch'egli conscio della propria importanza di curatore delle pubbliche relazioni delle Forze Armate.
Con 35.000 morti e due milioni di profughi causati dalla guerra, ricordare ai contadini che "l'esercito li ama" è veramente un'impresa titanica. Il sergente meriterebbe una promozione.
[Mariella Moresco Fornasier] 24 aprile 2002 |
I Simpson eSpeedy González politicamente scorretti?
Nella puntata trasmessa negli Stati Uniti il 13 marzo, infatti, la famiglia Simpson si recava nella città brasiliana alla ricerca di un bambino orfano, aiutato dalla figlia Lisa. Il titolo della puntata, "Da’ la colpa a Lisa", riecheggiava quello di un film degli anni ’80, "Da’ la colpa a Rio", ed intendeva gettare, secondo gli offesi amministratori della città, discredito su Rio.
Le avventura dei Simpson, alle prese con tassisti senza licenza e senza scrupoli che rapiscono padre e figlio, con assalti di bambini di strada, non hanno termine neppure quando si trovano alle prese con una polizia inefficiente ed indifferente alle loro sventure. Inoltre, gli uomini brasiliani vengono raffigurati come sessualmente ambigui. Vibrate proteste sono state espresse dallo stesso presidente Fernando Henrique Cardoso e dall’Ente del Turismo carioca, che ha dichiarato che nel programma l’immagine della città viene distorta al punto da risultare “irreale”, danneggiando una campagna promozionale per attirare il turismo a Rio, che è costata 18 milioni di dollari. La
città infatti viene rappresentata come infestata da topi e scimmie,
particolare quest’ultimo che, secondo le dichiarazioni dell’Ente del
Turismo, ha fatto associare Rio ad una giungla.
Forse
il “politicamente scorretto” è
un giudizio di comodo che copre la realtà di bassi livelli di ascolto e
che permette di far cessare una programmazione non redditizia,
guadagnando in immagine.
[Stella de Fanzago] 22 aprile 2002 |
Crocifissi ed esuli verso la "terra promessa": due situazioni argentineLa grave crisi che ha colpito l'Argentina non può sicuramente essere letta solo attraverso l'esperienza di singoli gruppi e situazioni particolari che però, a volte, hanno il pregio di illustrare con immediatezza il travaglio di un'intera popolazione. A
metà dello scorso mese di gennaio nella cittadina di La Quiaca (provincia di
Jujuy, nordovest dell’Argentina,
alla frontiera con la Bolivia) si è svolta una manifestazione per lo meno
singolare nella sua drammaticità.
Anche il parroco, padre Jesús Olmedo, che è anche portavoce delle locali comunità indigene, si è "crocifisso" con i suoi parrocchiani per protestare contro la fame e la mancanza di posti di lavoro e per dimostrare all'intera nazione "il dolore e la sofferenza di queste persone". La protesta ha destata profonda sensazione in tutta la provincia, dove padre Olmedo è noto, oltre che per avere inviato una lettera aperta “ai senatori e ai funzionari corrotti”, per il suo spirito di iniziativa, che gli permette di trovare il modo di sfamare ogni giorno circa 3.000 persone, soprattutto bambini ed anziani, distribuendo loro l'unico pasto della giornata. Da allora la realtà economica del paese continua ad essere estremamente preoccupante, con oltre 70.000 nuovi poveri da febbraio e 20.000 nuove attività economiche che non sono riuscite a superare la crisi. In questa situazione l'Argentina, paese costruito dagli immigrati, sta diventando un paese di emigranti. Mentre la chiesa cattolica, pur denunciando apertamente corruzione e mancanza di responsabilità a tutti i livelli, invita a non perdere la speranza ed a considerare l'attuale situazione di crisi come "una opportunità di crescita", "l'alba di un nuovo giorno" non ancora giunto ma ormai prossimo, sono lunghissime le file davanti ai consolati dei paesi europei, dove migliaia di persone chiedono di ottenere un visto di entrata per il paese d'origine dei propri antenati per fare, in senso opposto, un nuovo "viaggio della speranza". Tra di loro molti ebrei che preferiscono emigrare in un Israele scosso dalla guerra e dal continuo timore di attentati piuttosto che rimanere in Argentina, dove non vedono alcun futuro per sé e per le proprie famiglie. L'accoglienza nella "terra dei padri" è calorosa e viene realisticamente e generosamente incontro alle necessità economiche dei nuovi arrivati. Ogni famiglia con un bambino riceve un prestito di 20.000 dollari per la casa, dei quali solo un po' più della metà dovranno venire restituiti con interessi agevolati. Un ulteriore regalo di 2.500 dollari a famiglia (o di 1.000 dollari per le persone che vivono da sole) facilita l'inserimento. Inoltre, per i primi 6 mesi dall'arrivo si ricevono altri 6.600 dollari a famiglia come "aiuto", cui vanno aggiunti 2.000 dollari per ogni figlio minorenne ed altri 1.000 dollari per lo sdoganamento di quanto portato dal paese d'origine. Non stupisce che per gli ebrei argentini, che si lasciano alle spalle una situazione di miseria e disoccupazione, Israele, nonostante il tragico momento che sta vivendo, appaia come la terra "dove scorre latte e miele". Dal 1948 si sono stabiliti in Israele 60.000 ebrei argentini, cui si sono aggiunti 200 nuovi arrivati nel 2001, prima dell'acuirsi della crisi. Il motivo principale della scelta per molti di loro non è stato infatti di ordine economico ma di sicurezza. Molti vivevano con angoscia il clima di violenza sociale ed il continuo timore di aggressioni a scopo di rapina e delle manifestazioni violente di antisemitismo cui erano oggetto. [Mariella Moresco Fornasier] 16 aprile 2002 |
Libertà sulle onde
Potranno usufruire di questa opportunità se si dedicheranno alla riparazione delle tavole da surf. Oltre
a ricevere un minimo salario, ogni 3 giorni di lavoro comporteranno la
riduzione di 1 giorno di carcere. L'aspettativa è che si raggiunga il numero di 15 tavole riparate a settimana. Non dovrebbe esser difficile raggiungere questa quota, dato che le riparazioni vengono eseguite ad un prezzo inferiore a quello praticato usualmente e che i tempi di consegna dovrebbero rimanere entro le 24 ore.
Oltre
alle riparazioni, i detenuti sono impiegati anche nella fabbricazione
delle tavole, che per ora vengono regalate alle scuole di surf che
offrono la possibilità di frequentare i loro corsi a giovani che vivono
in condizioni sociali disagiate. [Mariella Moresco Fornasier] 9 aprile 2002 |
Regresa moda de la chacabanapor Margarita Brito
El diseñador Martín Polanco señala que para confeccionar las chacabanas utiliza telas como lino, organdí
suizo, estopilla y seda.
Se dice que el origen de la guayabera se remonta a 200 años atrás en La
Habana, Cuba, cuando un adinerado hombre de negocios realizaba sus compras y se sintió atraído por un material ligero de algodón llamado batista. Aunque muchos insisten en que la prenda nació en Cuba hace unos 200 años, hay versiones que ubican su origen en otros puntos del Caribe, así como en México y Colombia. El Nacional, 6 aprile 2002 |
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