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La Grande Strada degli Inca

 

foto: www.aprec.org/rutas/ coyor/coyor_ing.htm


Alfo

 


 

La rete viaria dell'antico impero incaico (la Gran Ruta Inca) č tanto famosa da essere conosciuta al di lā dei confini della cultura accademica

Ma i suoi meriti vanno ben oltre l'aver permesso una rapida comunicazione tra le varie parti dell'impero, distanti tra loro diverse migliaia di chilometri, ed essere un mezzo di comunicazione che fu espressamente voluto dai sovrani inca per poter amministrare vasti territori che comprendevano il nord del Cile e dell'Argentina, il sud della Colombia e quasi tutto il territorio degli attuali Bolivia, Ecuador e Peru.  I paesaggi che si possono godere percorrendo l'antica via sono unici per la loro maestositā. Alcuni appassionati escursionisti di montagna ed archeologi hanno dato vita ad un progetto per far rinascere questa antica strada, paragonabile per l'imponenza dell'opera al sistema viario dell'impero romano.

Per molti mesi (da maggio a dicembre) nel 1999 un eccezionale podista, Ricardo Espinosa, ha percorso (ovviamente a piedi) ben 3.000 chilometri tra Quito e La Paz, guidando un gruppo di archeologi equadoregni, peruviani e boliviani. La riuscita della loro impresa ha dato il via ad un piano di conservazione della Gran Ruta che vedrā coinvolti sei paesi sudamericani e che ha giā ottenuto l'appoggio della Unione Mondiale per la Natura oltre che di altre organizzazioni internazionali, quali il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.

E' interessante notare che, nonostante alcuni tratti siano ormai scomparsi sotto l'erosione del tempo e l'incuria umana, il tratto principale, conosciuto in lingua quechua come "Capac Ņan", č ancora percorribile. Mancando gli animali da tiro nell'antico mondo andino precolombiano, le strade erano pensate per gli spostamenti a piedi e ripercorrerle ancora in questo modo puō dare l'emozione di rivivere gesti antichi e di ammirare gli stessi panorami dei mercanti e dei corrieri imperiali. Risalendo i fianchi delle montagne, inerpicandosi fino a 4.500 metri e ridiscendendo nelle valli delle catene montuose che corrono lungo tutto il dorsale del subcontinente, la Gran Ruta, che in alcuni tratti raggiunge un'ampiezza di 15 metri,  "ci avvicina ai suoi creatori", ha commentato Espinosa.   Il progetto ha una grande utilitā sociale , oltre che  storica ed ambientale. Servirā infatti a collegare nei suoi 8.500 chilometri, comunitā indigene molto spesso isolate e che, con il futuro  prevedibile afflusso di turisti, potranno migliorare la propria economia.

Ma come č nata l'idea di far rinascere Gran Ruta Inca? Lo racconta lo stesso Espinosa nel suo libro "Capac Ņan", dove raccoglie i ricordi e le emozioni della sua impresa: "me l'hanno suggerito i modesti abitanti del litorale", dice riferendosi alla sua precedente "camminata", un percorso di 3.000 chilometri lungo le spiagge della costa peruviana.

 

Ottobre 2004

 

Latinoamerica-online .info

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore Mariella Moresco Fornasier

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