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Alberto Fornasier
foto: www.oxfamamerica.org
Secondo quando indicato da studi realizzati in Brasile da ricercatori della università canadese del Québec - Montreal, le attività estrattive nelle piccole miniere d'oro, realizzate con sistemi artigianali, sono tra le più inquinanti in assoluto. La causa è l'utilizzo di decine di litri di mercurio (una media di 24 litri al mese che corrispondono a 288 litri all'anno) per ogni macchina escavatrice. Il minerale, una volta utilizzato, viene gettato nei fiumi per un 40%, corrispondente a ben 115 litri annui mentre i rimanenti 173 litri evaporano durante il processo di separazione delle particelle aurifere, disperdendosi dapprima nell'aria in vapori estremamente tossici per i lavoratori per poi depositarsi principalmente nelle acque, dove già era stato versato il restante mercurio, aggravando la loro già spaventosa situazione di inquinamento e contaminando i pesci di cui si nutre la popolazione. La preoccupazione per questa eccessiva presenza di mercurio nell'ambiente deriva dalla tossicità del metilmercurio, che si forma quando le particelle primarie di mercurio si liberano nell'ambiente e si trasformano attraverso i processi di metilazione in complessi organici. Una mutazione resa possibile dall'interazione con batteri ed altri microrganismi. Purtroppo il metilmercurio si accumula e si concentra nella catena alimentare, aumentando in maniera esponenziale il rischio per chi consuma alimenti contaminati. Più l'individuo è in alto nella catena alimentare e più metilmercurio è destinato ad introdurre nel proprio organismo, con i conseguenti danni derivati da una intossicazione tanto concentrata, e gli esseri umani sono al vertice di questa catena. Gli organi colpiti sono tra i più importanti. Infatti il mercurio si accumula in fegato, pancreas, reni, polmoni, midollo osseo, pelle, capelli e cellule sanguigne. Ancora più dannosi che per gli adulti, i suoi effetti lo sono naturalmente per i più piccoli, in particolare per la formazione del feto, il cui cervello è estremamente più vulnerabile (da 5 a 10 volte) di quello di un uomo già sviluppato. I bambini colpiti da questa forma di intossicazione possono sviluppare una rara malattia, chiamata "malattia rosa" dal colore che assumono le dita, i cui movimenti risultano dolorosi, accompagnati da esfoliazione della pelle delle mani e dolori alle gambe oltre che da una elevata irritabilità, primo sintomo dei danni provocati dal metilmercurio a tutto il sistema nervoso, dove si viene accumulando il materiale tossico ingerito o respirato, per poi venire distribuito in tutti gli altri organi. In una prima fase di intossicazione si avvertono dolori addominali, nausea, diarrea, difficoltà di respirazione ed insufficienza renale. Se continua l'esposizione al veleno si avvertiranno sintomi neurologici come la incapacità di coordinare i movimenti, tremori e spasmi muscolari, diminuzione grave della vista fino alla cecità e ritardo mentale, oltre ad altre anomalie riscontrabili con esami quali l'elettroencefalogramma.
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Latinoamerica-online Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco Fornasier Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 e n. 258 del 13/04/2004 ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati |