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bandiera ideata nel 1917 da Marcus Garvey per il rientro nella "nuova patria" africana dei neri americani |
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Cuba ed i suoi culti sincretici: Spiritismo, Palo Monte e Santeria Mariella Moresco Fornasier A
Cuba, nella sua espansione dalle città alle zone rurali, lo spiritismo ha
assunto diverse forme, inglobando le espressioni culturali già esistenti
sul territorio. Diffuso in tutto il paese, nella regione orientale è
praticato soprattutto nelle varianti “de cordón" e “cruzado",
considerate espressioni tipicamente cubane in quanto hanno fatto propri il
canto, i movimento del corpo (non in tutti i tipi di spiritismo è ammessa
la danza) ed il suono dei tamburi. Secondo
questo culto, lo spirito dei defunti ormai liberato dai vincoli terreni
instaura una relazione di mutuo scambio ed aiuto con il mondo dei vivi. Le
difficoltà della vita possono quindi essere risolte con l'aiuto ed il
consiglio dei morti che, a loro volta, necessitano la relazione con i vivi
per continuare ad esistere, per evitare l'orrore del vuoto relazionale che
coincide con il nulla, cui sono destinati gli spiriti non più evocati. Scopo
dello spiritismo cubano è riunire le due parti dell'unico mondo: i non più
viventi e gli ancora viventi, in una situazione di tranquillità spirituale
che i vivi raggiungono con l'abitudine a “frequentare" la morte,
superandone il timore angoscioso, ed ottenuta per i morti scongiurando il
pericolo di un vagare senza fine nell'assoluta solitudine, perché “la
solitudine senza fine può assomigliare al nulla. E il nulla è molto
peggiore della morte". Lo
spiritismo cruzado è la variante che maggiormente ingloba elementi, quali
l'offerta del cibo rituale, del Palo Monte, sistema religioso molto diffusa
nella regione orientale di Cuba. Chiamato
anche Regla Conga, dalla denominazione generica data ai gruppi di cultura
bantu che lo introdussero, è considerato il
fondamento dell'universo religioso autoctono dell'Africa Nera. Religione
monoteista, si basa sul culto a Nsambi, lo Spirito Universale che,
materializzandosi, crea incessantemente ed incessantemente distrugge,
ritraendosi e richiamando a sé quanto ha creato. Nsambi
è quindi presente in ogni cosa ed il mondo visibile è la sua
manifestazione, come suggerisce la formula che apre ogni cerimonia: Nsambi
sopra! Nsambi sotto! Nsambi ai quattro venti! Compito dell'uomo è
provvedere alla continuità del mondo ed il sacerdote (palero) opera
attraverso un centro di forza, una concentrazione di elementi (terra,
pietre, pezzi vegetali, ossa umane) contenuti in un recipiente, la nganga,
il cui potere gli permetterà di intervenire sull'energia vitale che anima
il mondo. Ogni nganga è
abitata dallo spirito di un morto, cui il palero si lega in maniera
esclusiva ed indissolubile ed al quale verranno rivolte preghiere e fatte
offerte. La grande importanza riconosciuta ai morti è conseguenza del loro
essere l'elemento unificante tra i due piani della realtà, la guida
necessaria affinché le forze degli elementi si dirigano nella direzione
voluta. La
comunicazione con il morto avviene attraverso la divinazione, pratica che
riveste una importanza fondamentale anche nella Regla de Ocha o Santeria,
nella quale una rigida gerarchia riserva ad un ristretto numero di
sacerdoti, i babalawos, il potere di consultare il sistema divinatorio più
complesso, il Tablero de Ifá,
di cui sono gli unici a conoscere il segreto. La
Santeria, che è la più
diffusa religione cubana, si basa sull'originario culto yoruba alle entità
spirituali, intermediarie tra l'Essere Supremo e l'uomo, siano esse
espressioni delle forze della natura, entità protettrici delle attività
umane o antenati divinizzati, capostipiti dei gruppi tribali africani. Sommariamente
identificati con alcuni dei più venerati santi cattolici (ma anche con le
diverse rappresentazioni della Vergine, con il Sacro Cuore e con lo Spirito
Santo), i santos o orishas, costituiscono un panteon di entità concepite
nella loro essenza spirituale, anche se
raffigurate in forme antropomorfe o identificate simbolicamente con
gli oggetti ed i colori loro propri. La
Santeria, così come le altre religioni afroamericane, non costituisce un
sistema chiuso, codificato concettualmente e ritualmente e presenta
differenze che variano a
seconda delle località (rilevanti tra la parte occidentale e quella
orientale di Cuba, ove avviene una diversa identificazione degli orishas con
i santi cattolici) e degli officianti che, pur seguendo nelle linee
essenziali i canoni tramandati dalla tradizione, vi introducono delle
varianti dovute a molteplici fattori, quali il loro livello di conoscenza e
la loro personale disponibilità ad includere elementi di altri culti,
ritenuti più “forti" e quindi più adatti ad esaudire specifiche
richieste dei fedeli. Anche
il numero di orishas venerati nelle case-tempio cambia in ogni “famiglia" religiosa, il gruppo di fedeli che si
raccoglie intorno al proprio babalosha, che ne costituisce la guida
spirituale ed il primo iniziatore ai diversi livelli di conoscenza
religiosa. Nella
Santeria il culto viene reso esclusivamente agli orishas, la cui funzione è
quella di costituire il tramite tra l'uomo e l'Essere Supremo, percepito
come estremamente lontano ed indifferente alle vicende umane, tanto
irraggiungibile dall'uomo da non potergli rivolgere alcun culto diretto, ad
eccezione di una formula rituale di preghiera all'inizio delle cerimonie. Una
divinità la cui potenza creatrice, per potere essere compresa dalla mente
umana, deve venire proiettata su tre entità: Olofi, il creatore, che ha
concesso il potere agli orishas, Olordumare, rappresentazione della natura e
delle sue leggi ed Olorun, l'energia universale, simboleggiata dal sole.
Un'importanza
simbolica e rituale particolare viene attribuita nella Santeria ai tamburi
batá, suonati durante le cerimonie, il cui segreto di costruzione è
rimasto inviolato e che un tabù rituale vieta di suonare dopo il calar del
sole. Dicembre 2005
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Latinoamerica-online Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore responsabile Mariella Moresco FornasierRegistrazione presso il Tribunale di Milano n. 768 del 1/12/2000 e n. 258 del 13/04/2004 ISSN 1824-1360 © Tutti i diritti riservati |