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Natura e ambiente

 

 

 

 

Panama - Deforestata metà zona del Canale

Alfo

 

foto:  clara.ciceana.org.mx

 

 

Il Canale interoceanico, con la sua zona circostante ed il suo indotto economico è la principale fonte di reddito del Paese. Per gli ottanta chilometri di lunghezza dello stretto tra l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico transitano ogni giorno una media di trenta navi, per il passaggio di ognuna delle quali è necessaria (per l'innalzamento e l'abbassamento dei livelli nelle diverse chiuse che compongono il sistema del Canale) una quantità di acqua pari a 209 milioni di litri.

Un elemento che può a buona ragione essere considerato come la principale materia prima del paese e che viene generato dai boschi che coprono parte del paese ma che, secondo la denuncia di Alejandro Balaguer, specialista che lavora con l'associazione ecologista Albatros Media, non solo non gode di una particolare attenzione per la sua conservazione, ma viene addirittura minacciato con la distruzione delle riserve boschive: 250.000 ettari di boschi sono stati infatti già irrimediabilmente perduti a causa degli incendi.  Non tutti dolosi, ma neppure totalmente dovuti a cause naturali, minacciano una cinquantina di piccoli fiumi della zona, che rischiano di scomparire.

Agli incendi di più vaste proporzioni va aggiunto il danno provocato dalla consuetudine dei contadini di provocare incendi sui terreni agricoli nella errata convinzione di incrementarne la fertilità, secondo una usanza antica, radicata nella loro cultura e  molto difficile da estirpare. Dannosissima non solo per il pericolo di estendere in maniera incontrollata gli incendi e per l'impoverimento del suolo che produce (contrariamente a quanto creduto dagli agricoltori locali), questa pratica lo è anche per  l'impoverimento dei terreni che perdono le loro sostanze nutritive anche a causa degli smottamenti, non più impediti dalle radici degli alberi, la distruzione di forme vegetali come i funghi e le mangrovie, arrivando a danneggiare anche i coralli che crescono lungo la costa.

Secondo la denuncia dell'Instituto  Smithsonian de Investigaciones Tropicales, la distruzione non pare destinata a fermarsi a breve: ogni anno Panama perde circa 40.000 ettari di boschi, con punte fino a 80.000 ettari annui, soprattutto nella fascia costiera atlantica e nelle provincia montagnosa del Darién, affacciata sul Pacifico.

L'allarme per la situazione ambientale di questo paese centroamericano è condiviso da molte organizzazioni ambientaliste, dato che sul suo territorio vivono, e rischiano di venire irrimediabilmente danneggiate se non addirittura di scomparire, ben undicimila specie animali e vegetali.

 

Giugno   2005

 

 

Latinoamerica-online 

Ass. Cult. Imago Mundi - Direttore  responsabile Mariella Moresco Fornasier

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