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Settimana siciliana a Buenos Aires (settembre 2005)
Alfo alfo_333@yahoo.it
logo della manifestazione di Antonella Vetrano
Ai suoi studenti Borges diceva che l'Argentina è un paese di italiani, che pensano in francese e si credono inglesi. Una sintesi brillante di una realtà composita, dalle mille sfaccettature, arricchita dall'apporto di molteplici culture che sono riuscite a fondersi pur mantenendo una propria specificità. Tra gli italiani che tra la fine dell'800 e tutto il '900 giunsero in Argentina per "fare l'America", moltissimi furono i siciliani, i cui discendenti sono organizzati in circoli ed associazioni in tutto il paese. A loro è stata dedicata la Settimana Siciliana in Argentina, organizzata a Buenos Aires con grande cura e competenza da Lucia Capozzo per la Regione Sicilia e l'Inas-Cisl, che a Buenos Aires ha un proprio ufficio, attivo anche nella cooperazione con un progetto nel nord del Paese. Iniziata il 4 settembre (giornata mondiale dell'immigrato) con una celebrazione religiosa nella chiesa di Nostra Signora dell'Immigrato, nello storico quartiere di Boca, dove si raccolse per decenni la comunità genovese e dove per l’occasione si sono riunite decine di italiani in rappresentanza delle comunità dislocate in tutto il Paese, la manifestazione ha offerto un percorso tra suggestioni musicali, con l'orchestra da camera Vincenzo Bellini di Catania, testimonianze di vita, documentazione storico-fotografica e proiezioni cinematografiche, grazie alla presenza di studiosi ed operatori culturali appositamente giunti dalla Sicilia insieme ad un gruppo di imprenditori, interessati a rendere più stretti i rapporti tra le terre di origine e di destinazione di molti loro conterranei. Durante la cerimonia di apertura presso il Centro Cultural Borges, Micaela Bracco, responsabile Inas a Buenos Aires, ha ricordato quanto difficile e doloroso fu per molti siciliani dover lasciare la propria terra, la casa, gli affetti per cercare una vita migliore in terre tanto lontane ed allora quasi sconosciute. Un dolore ed una fatica che ora appartengono ad altri emigranti che giungono su quelle stesse coste siciliane che videro la partenza dei padre e dei nonni di molti argentini. Una vicenda raccontata e documentata dalle immagini della mostra storico-fotografica curata e presentata dal prof. Marcello Saija dell'Università di Messina, attento studioso dell'emigrazione siciliana nel mondo e dal bel libro della professoressa Ada Lattuca, che con grande passione ha raccolto le testimonianze di molti anziani della provincia di Rosario, che con lei hanno rivissuto la durezza della loro infanzia e l'inizio della nuova vita trascorsa in Argentina. Il racconto delle cause della partenza, attingendo a fonti da Pirandello ai fratelli Taviani, è stato il tema della rassegna cinematografica curata da Giovannella Brancato e presentata insieme alla regista Rosalia Polizzi.
Ottobre 2005
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