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Latinoamerica-online Cultura, Società e Il Mondo dei Caraibi |
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Voci dall'America Latina
di Mariella Moresco Fornasier
Altre Voci dall'America Latina
Dofimé - Racconto popolare haitiano (testo in creolo e in francese) Violeta Parra, la donna, la cantante, l'artista La Poesía inédita y dispersa di Silvina Ocampo: Homenaje a Borges Pablo Antonio Cuadra e la sua Nicaraguita: El Angel Cora Coralina: Eu Creio, Considerações de Aninha, Todas as Vidas La mappa di tutte le nostre pagine
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fonte: www.haiticulture.ch |
Silvina Ocampo: ultime poesie
Della poetessa argentina, presentata in questa pagina (v. La Poesía inédita y dispersa di Silvina Ocampo: Homenaje a Borges), pubblichiamo alcune poesie tratte dal libro, uscito postumo, Poesía inédita y dispersa.
LA ESFINGE
SOLEDAD
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Violeta Parra, la donna, la cantante, l'artista
Nacque da una
particolare famiglia di musicisti. Dal 1952, consigliata dal fratello, il poeta Nicanor Parra, inizia un lavoro di raccolta della musica popolare cilena, raccogliendo i brani musicali in numerosi giri per il paese. Da questa esperienza raccoglie un ricchissimo materiale non solo musicale, di grande importanza per lo studio delle diverse espressioni della cultura cilena. Consapevole della varietà e ricchezza delle forme culturali non solo del suo paese, Violeta Parra inizia la sua battaglia contro una visione stereotipata della cultura latinoamericana e diviene una vera custode e promotrice della autentica cultura popolare. Infaticabile e prolifica artista, compone canzoni e brani musicali, dipinge, crea sculture e ceramiche, passando da una tecnica e da un genere artistico all'altro. Ora la sua opera è raccolta e studiata da una Fondazione a lei intitolata. [m.m.f] 4 marzo 2002 (Su Violeta Parra e per il testo della sua canzone Gracias a la vida vedi anche in Musica: Ricordando Violeta Parra - Violeta y su guitarra)
QUÉ PALABRA TE DIJERA ¿Qué palabra te
dijera Cuando yo la modulaba Mariposa que dormía Como no tengo palabras
Corazón, contesta, ¿No ves que la noche ¿Cuál es mi pecado Pero a tí te ocultan Corazón maldito
¡Que vivan los
estudiantes, ¡Que vivan los
estudiantes Me gustan los
estudiantes Me gustan los
estudiantes Me gustan los
estudiantes Me gustan los
estudiantes Me gustan los
estudiantes |
La Poesía inédita y dispersa di Silvina Ocampo
Suo marito, Bioy Casares, così ricorda il loro primo incontro: "Fui a verla a su atelier de la calle Posadas por sugerencia de mi madre, quien me dijo que Silvina era la más inteligente de las Ocampo. Los amores empezaron de inmediato. Ella me deslumbró: era la mujer menos convencional que había conocido". La coppia intrattenne con Jorge L. Borges una relazione di grande amicizia, basata sulla comune passione letteraria.
Nel 1937 Silvina pubblicò il suo primo libro, una raccolta di racconti, Viaje olvidado. Solo cinque anni più tardi darà alle stampa la prima raccolta poetica Enumeración de la patria, cui seguiranno Espacios métricos nel (1945), Autobiografía de Irene, Poemas de amor desesperado (1949), Los nombres (1953), La furia (1959), Las invitadas (1961), Los días de la noche (1970) e Cornelia frente al espejo (1988). Morì nel 1993.
Di recente è stato pubblicato postumo Poesía inédita y dispersa. L'opera è il frutto del paziente ed amorevole lavoro di ricerca della critica (e a sua volta scrittrice) Noemí Ulla che ha dato forma organica a "un caos de papeles". Composto da due parti, "Poemas breves" e "Divagaciones" (oltre a due poesie tradotte da Silvina, una di Graham Greene e l'altra di Paul Verlaine), il libro è il paradigma del carattere e della sensibilità di Silvina, della sua ironia, delle sue nostalgie, dei suoi ricordi. Due
versi della breve poesia iniziale, esprimono la condizione umana: "El ser más inesperado es
uno mismo: hasta las esfinges nos miran con ojos asombrados",
una riflessione ripresa in "Unica sabiduría",
dove scrive: "Lo único que sabemos/ es lo que nos sorprende: que todo
pasa, como/ si no hubiera pasado.
[Mariella Moresco Fornasier] 16 febbraio 2002
Homenaje a Borges
Yo que tanto soñé con tus espejos con tus dioses tus rosas y tus tigres que me interné en los versos argentinos por el acento justo de los tuyos o el engañoso amor de la metáfora te voy a dedicar este poema, quise evitar el terco endecasílabo, como esas indias que al bordar imprimen los colores que gustan a los otros y no a ellas mismas, tengo que aceptarlo: Hay demasiadas cosas en mi vida, no puedo asirlas; ellas me poseen omo posee el hambre a los hambrientos o a los enamorados el amor, y así transito entre los versos tuyos, intervienen de Quincey o bien Rosetti, el delirio sin fin de Piranesi, Lope, Darío y subrepticiamente versos en alemán que me explicaste, y Baudelaire y Shakespeare que atacaste, Emerson y Almafuerte que ataqué, y menores poetas Wilde y Poe que conservamos como los colores de algún calidoscopio en la memoria, y aquello que te gusta y no te gusta por sencillo que sea o por abstruso. Nunca te ha empalagado la poesía y ella como una lumbre te acompaña a mí suele dejarme en las tinieblas |
Pablo Antonio Cuadra e la sua Nicaraguita
Morto all'età di 89 anni il 2 gennaio del 2002, Pablo Antonio Cuadra è stato tra i più grandi poeti nicaraguensi, conosciuto ed apprezzato anche fuori dalla sua "piccola patria", ed ha goduto di un lunghissima carriera letteraria, durata circa 70 anni. Nato a Grenada, dove è stato sepolto, fu drammaturgo e saggista, per molti anni al centro della vita intellettuale del suo paese. Fu il fondatore e direttore di diverse ed importanti riviste letterarie nicaraguensi ed editore del quotidiano La Prensa, che si distinse per le sue posizioni coraggiose contro il regime del dittatore Somoza. Insieme a José Coronel Urtecho e Joaquín Pasos dette vita al movimento letterario La Vanguardia, che propugnò la necessità della rivalutazione della cultura popolare e delle influenze culturali locali. I poeti aderenti al movimento, raccolti intorno alla omonima rivista, organizzarono letture di poesia moderna, fondando una Antiaccademia ed un Antiparnaso e la Confratérnita del Taller de San Lucas, di ispirazione cristiana. Nonostante le sue posizioni polticamente contrarie ad ogni forma di governo dispotico, non si schierò con il Frente Sandinista de Liberación Nacional, che nel 1979 rovesciò la dittatura ed inaugurò un decennio di governo progressista. Amò moltissimo il "suo" Nicaragua (o, come dicono i nicaraguensi, "su Nicaraguita"), che cantò con parole di gioiosa ironia e grande serenità, come evidenziò José María Valverde ( che sottolineò la differenza tra l'americanismo di Cuadra, così legato alla sua terra, al suo paese, da quello di Neruda e Vallejo), senza mai estraniarsi dalla durezza della vita e dal dolore del suo popolo, verso il quale seppe esprimere un senso di profonda solidarietà. En el límite del alba, mi pequeño país toma las aguas tendidas la grandes aguas desnudas que descansan [Himno nacional en visperas de la luz] Come direttore della rivista El pez y la serpiente ebbe un ruolo importante nella diffusione dei nuovi valori della poesia nicaraguense della metà del secolo scorso e nella "scoperta" di nuovi talenti. Poeta della sua terra, nel 1934 scrisse Poemas Nicaragüenses in occasione dell'invasione delle truppe statunitensi, inviate contro gli insorti indipendentisti di Augusto Cesar Sandino. Successivamente pubblicò Canto temporal (1943), Corona de jilgueros (1949) La tierra prometida (1952), El Jaguar y la luna (1959), Zoo (1962) e Poesía, una raccolta selezionata della sua opera poetica dal 1929 al 1962, pubblicata nel 1964 . [Mariella Moresco Fornasier] 15 gennaio 2002
¡Oh tierra! ¡oh entraña verde prisionera en mis entrañas! Tu noche acaba en mi frente. Tus mares bañan de rumor oceánico mis oidos y forman a golpes de sal la ascensión de mi estatura. Tu violento sur de selvas alimenta mis lejanías y llevo tu viento en el nido de mi pecho, tus caminos, en el tatuaje de mis venas, tu desazón, tus pies históricos, tu caminante sed. He nacido en el cáliz de tus grandes aguas y giro alrededor de los parajes donde nace el amor y se remonta.
(Introduzione a La Tierra prometida)
El Angel
De pie, con su estatura de recuerdo, limpio, como agua erguida a contraluz, el enamorado de la mendicidad construye mi biografía.
Amo este ser incansable que me hiere a silencios.
Por día y noche, como un perro macilento, giro alrededor de mi paraíso donde dejé mi nostalgia ahora dulcemente mortal.
¡Si su espada, incandescente de memoria, durmiera como mi sangre en sus noches!
Pero aquí estás como álamo empecinado en su exactitud, poniendo tu ala lenta, casi fluvial, sobre mi hombro, sobre este lugar de carne deliberante y libertaria, palpando si hay cruz, si hay al menos un vago dolor cirineo, y vuelves tu rostro, tu faz poderosa, como una dalia con la fuerza intolerable del roble, como una estrella, con la ira amotinada y luminosa del relámpago. |
Cora Coralina
Presentiamo nella pagina
odierna una poetessa brasiliana dalla singolare, Nata a Goiás nel 1889, aveva già 76 anni quando venne pubblicato il suo primo libro e ben 90 quando i suoi versi furono letti dal grande poeta Carlos Drummond de Andrade, che la fece conoscere al mondo letterario nazionale. Da allora non è diminuito il suo successo presso il pubblico brasiliano.
Cora Coralina, il cui vero nome era Ana Lins dos Guimarães Peixoto Bretas, fu una grande "contastorie" della sua terra e la sua opera può essere considerata anche come un resoconto storico-sociale del secolo appena finito, iniziato con il suo primo racconto Tragédia na Roça, pubblicato a soli 14 anni nell' Anuário Histórico Geográfico e Descritivo do Estado de Goiás.
Si è spenta nella sua città natale il 10 aprile 1985, dove è sepolta nel Cemitério São Miguel, lasciando una cinquantina di nipoti e pronipoti.
La sua opera comprende Estórias da Casa Velha da Ponte, Poemas dos Becos de Goiás e Estórias Mais, Os Meninos Verdes, Meu Livro de Cordel, O Tesouro da Velha Casa e Vintém de Cobre.
[Mariella Moresco Fornasier] 15 gennaio 2002
Eu Creio
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Considerações de Aninha
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